Carceri, UIL: la protesta si allarga ma nulla si muove

carcere_bicoccaRoma, 9 giu – “Ieri, sino a notte tarda a Genova Marassi e Firenze Sollicciano i detenuti hanno rumorosamente protestato contro il sovrappopolamento delle celle. Nei giorni scorsi analoghe manifestazioni si sono registrate, a Vicenza, Novara ,  San Vittore – Milano e nei due penitenziari di Padova. Questi sono sintomi di un malessere prodromico,  che non tarderà a sfociare in proteste su tutto il territorio nazionale”. Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, rilanci l’allarme per la sicurezza nelle carceri

“Non è solo un problema di manifestazioni e proteste rumorose. E’ in corso uno stillicidio silente che non travalica le mura di cinta e non appare nelle cronache. Ogni giorno, infatti,  si contano innumerevoli atti di autolesionismo posti in essere da detenuti. Questa mattina a Brescia un detenuto si è tagliato la giugulare; prontamente soccorso dai poliziotti penitenziari è in ospedale e si teme per la sua vita. Non di meno la gravi condizioni di sovrappopolamento sono generatrici di tensioni e conflitti tra detenuti e tre le varie etnie. Le risse di Torino e gli incidenti di Genova , solo per restare agli ultimi giorni, sono chiari indicatori di una intolleranza che non  tarderà a manifestarsi in tutta la sua violenza.”

La UIL Penitenziari attraverso il Segretario Generale non manca di rendere noti i timori per la tenuta del sistema penitenziario

“Purtroppo non si è capito, o si è fatto finta di non capire, che quando si disilludono le aspettative ingenerate la tensione all’interno degli istituti penitenziari rischi di divenire ingestibile. E’ chiaro, molto chiaro, che il depotenziamento di ogni risultato deflattivo del DDL Alfano ha vanificato la prospettiva di poter fruire di spazi vitali. Oggi ogni centimetro quadrato utile è stato occupato, anche sacrificando spazi originariamente destinati alla socializzazione e all’aggregazione. Questo significa costringere all’ozio perenne i detenuti, a volte costretti in posizione orizzontale ( a letto) anche per più di venti ore al giorno. Non è solo un dramma umanitario e sanitario. E’ anche una grave questione di ordine pubblico. Nelle galere italiane, per fare un esempio,  nei turni notturni alla sorveglianza di circa 67.500 detenuti sono preposti non più di 1500 agenti. Intere carceri sono sguarnite e i servizi sono sottodimensionati. Non di meno le traduzioni vengono effettuate costantemente con scorte ridotte, anche quando si tratta di detenuti sottoposti al 41-bis. Nessuno  – chiosa SARNO – intende fare gratuito e inutile allarmismo. La situazione, però, è questa. Perciò è inconcepibile che non si provveda ad un piano straordinario di assunzioni nella polizia penitenziaria. Perché è  chiaro che senza quelle assunzioni non ci sarà nessun piano carceri che tenga, posto che esista ancora un piano carceri”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.