Carceri- UIL : a Sulmona è vera emergenza

Roma, 18 gen – “Due tentati suicidi nel giro di 48 ore, entrambi sventati all’ultimo istante dal personale della polizia penitenziaria tratteggiano una situazione che non è più possibile far finta di ignorare o, peggio, sottovalutare. A questo punto l’Amministrazione Penitenziaria ai vari livelli deve intervenire per porre argine ad una dilagante  deriva autosoppressiva che si registra tra gli internati della Casa di Reclusione di Sulmona. Dall’inizio dell’anno, è bene sottolineare, in quel carcere si sono registrati tre tentati suicidi e un suicidio.”

Il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, Eugenio SARNO, commenta così il duplice tentato suicidio da parte di due internati a Sulmona. Il primo nella giornata di Sabato (mentre era corso una visita dell’On. Rita Bernardini ) aveva tentato di impiccarsi e poi a darsi fuoco; il secondo, ieri, ha tentato di suicidarsi impiccandosi con i lacci delle scarpe. Per entrambi il tempestivo e provvidenziale intervento della polizia penitenziaria ha scongiurato esiti drammatici.

“E’ da tempo che la UIL sostiene che a Sulmona bisogna intervenire, tanto da aver organizzato una serie di manifestazioni di proteste. E’ del tutto evidente che gli ambienti destinati a Casa di Lavoro non presentino le caratteristiche proprie per ospitare gli internati che, di fatto, scontano una impropria detenzione ordinaria. Per questo pensare ad una delocalizzazione in altra struttura della Casa di Lavoro ci pare inevitabile .  Analogamente la struttura  ricavata per i soggetti con gravi problemi psichici non garantisce le peculiarità che deve avere una struttura sanitaria. Noi riteniamo che il Dipartimento, ma lo stesso Provveditorato, debbano intervenire su queste due criticità da cui originano il gran numero di suicidi o tentati suicidi. Dall’altro lato – denuncia SARNO –  il personale è davvero sfiancato da questa situazione parossistica, aggravata ancor più dalle note, accertate e gravi deficienze organiche della polizia penitenziaria. A Sulmona, infatti, sono presenti circa 200 unità a fronte delle 340 previste.”

Anche gli innumerevoli atti di violenza, perpetrati dai detenuti e dagli internati in danno del personale penitenziario,  alimentano e ampliano le  forti tensioni già esistenti per un notevole sovraffollamento del penitenziario.

“Sulmona potrebbe ospitare al massimo 235 detenuti e 50 internati, invece oggi – spiega il Segretario della UIL PA Penitenziari – si contano 326 detenuti (circa 300 i tossicodipendenti)  e ben 170 internati di cui 150 con gravi patologie psichiche. In questa situazione  non bastano certo la buona volontà, la disponibilità e la professionalità del personale per gestire l’ordinaria emergenza. Bisogna fare molto e di più, senza perdere altro tempo perché la situazione è difficile in tutti gli istituti dell’Abruzzo. A Lanciano, per esempio,il personale da tre mesi non si reca in mensa per protestare anche contro l’intenzione di  aprire una nuova sezione senza provvedere all’adeguamento dell’  organico della polizia penitenziaria. Questo è un modo di pensare ed agire semplicistico, ed anche ipocrita, perché si scarica tutto sul personale senza deflazionare a monte le criticità. Per questo l’incontro di martedì 26 gennaio con il Ministro è quanto mai opportuno perché verificheremo i veri obiettivi del piano carceri che, evidentemente, non possono esaurirsi con il solo ampliamento dei posti.“

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