CARCERI, UIL: A CAGLIARI UNA GRANDE MANIFESTAZIONE

uil_penitenziariCagliari, 16 set -“I quasi 100 poliziotti penitenziari convenuti a Cagliari dalle quattro province sarde per partecipare alla protesta odierna, sono la più autorevole conferma della giustezza della nostra posizione a manifestare , purtroppo da soli, contro lo stato in cui versa il sistema penitenziario in Sardegna e in Italia. E’ del tutto evidente che il Personale segue e condivide la protesta che culminerà con la manifestazione nazionale prevista davanti a Montecitorio per il prossimo 22 settembre”

E’ davvero soddisfatto il Segretario Generale della UILPA Penitenziari, Eugenio Sarno per la piena riuscita manifestazione di oggi che ha visto anche la partecipazione della UIL Sardegna e di diverse delegazioni dei gruppi politici che siedono nel Consiglio Regionale della Sardegna.

“ La partecipazione dei politici sardi – sottolinea SARNO- è stata certamente una nota lieta che spezza il silenzio e l’immobilismo che si registra nel Paese rispetto al dramma che si consuma ogni giorno all’interno dei penitenziari. Un motivo in più per mantenere alta l’attenzione sul problema.”

Come nel resto del Paese anche in Sardegna i numeri spiegano con eloquenza la crisi del sistema penitenziario.

“ A fronte di un capienza regolamentare massima pari a 1649 detenuti, registriamo negli istituti isolani una presenza di circa 2200 detenuti ristretti. Sul versante della polizia penitenziaria le numerose convalescenze e i prossimi pensionamenti (circa 150 entro la fine dell’anno) determinano un allarme più che giustificato. Ma l’insensibilità del DAP e del Provveditore Regionale fa passare sotto traccia anche questa emergenza. A fronte dei 1300 agenti previsti in organico sono presenti solo circa 1150 unità. Non bastasse i duecento atti di autolesionismo da parte di detenuti registrati dall’inizio dell’anno confermano, ove ce ne fosse bisogno, una situazione da allarme rosso. Non dimentichiamo – conclude il Segretario della UIL PA Penitenziari – che in Sardegna trovano ospitalità (Macomer) anche detenuti islamici condannati o giudicabili per reati di terrorismo che presentano non pochi problemi di gestione.

La protesta dei poliziotti penitenziari origina anche dalla compressione dei diritti soggettivi

“Non è solo il mancato pagamento di missioni e straordinari che vengono richiesti e imposti dall’Amministrazione – spiega SARNO- a motivare la manifestazione. In Sardegna c’è anche una gravissima compressione dei diritti soggettivi. Per fare un esempio a Nuoro il personale deve ancora fruire di circa 15mila giornate di ferie non godute dal 2005, per non parlare dei riposi che saltano e dei raddoppi dei servizi. Ci piace credere che prima o poi questi problemi troveranno attenzione nelle menti dei nostri dirigenti dipartimentali. Sardi e romani “

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