Carceri, suicida detenuto a Siracusa: è il terzo caso in 24 ore

carcere-brucoliAppello del SAPPE alla Ministro della Giustizia Severino. Roma, 24 ott – Era un detenuto ammesso a lavorare all’esterno in regime di articolo 21, era stato condannato per violenze alla figlia ma si proclamava innocente. Si è ucciso, tramite impiccamento, alle inferriate della finestra del Nucleo Traduzioni del carcere di Siracusa. E’ il terzo caso in sole 24 ore: gli altri due a Firenze e Prato.

«Non posso che giudicare con estrema preoccupazione la grave situazione penitenziaria italiana, che si aggrava ogni giorno di più. Nelle ultime 24 ore registriamo infatti il suicidio di tre detenuti (a Siracusa, Firenze e Prato). Le carceri italiane sono sovraffollate di oltre 66mila e 700 detenuti. Non è più il tempo delle parole, è il momento di agire concretamente. Da mesi denunciamo che quasi tutte le Regioni italiane sono “fuori legge”, ospitano cioè un numero di persone superiore al limite “tollerabile” delle strutture carcerarie. Tutto questo è gravissimo ed inaccettabile. Le istituzioni e il mondo della politica non possono più restare inermi e devono agire concretamente. C’è bisogno di una nuova politica dell’esecuzione della pena, che ripensi il sistema sanzionatorio. Bisogna arrivare a definire, come sosteniamo da tempo, circuiti penitenziari differenziati in relazione alla gravità dei reati commessi, con particolare riferimento al bisogno di destinare, a soggetti di scarsa pericolosità o che necessitano di un percorso carcerario differenziato (come i detenuti con problemi sanitari e psichiatrici), specifici circuiti di custodia attenuata anche potenziando il ricorso alle misure alternative alla detenzione per la punibilità dei fatti che non manifestano pericolosità sociale e l’espulsione dei detenuti stranieri in Italia. Quello che invece non serve è la delegittimazione del ruolo di sicurezza affidato alla Polizia Penitenziaria, come invece previsto da una recente e miope nota del Capo Dap Tamburino che vorrebbe consegnare le carceri all’autogestione dei detenuti attraverso fantomatici patti di responsabilità».

E’ quanto dichiara Donato CAPECE, Segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, a commento dei gravi episodi accaduti nelle carceri italiane nelle ultime ore.

Aggiunge Capece: «Anche gli ultimi episodi violenti di aggressione ai nostri Agenti (a Lucca, Sanremo e Cuneo) sono la risultanza tra il crescente sovraffollamento penitenziario, le gravi carenze organiche del Corpo di Polizia Penitenziaria, che ha ben 7mila Agenti in meno, e la mancanza di provvedimenti concreti delle Direzioni penitenziarie a tutela delle donne e degli uomini della Penitenziaria, che lavorano nella prima linea delle sezioni detentive completamente disarmati e spesso senza tutela alcuna. Invito la Ministro della Giustizia Severino a fare provvedimenti concreti per consentire ai poliziotti penitenziari di lavorare in condizioni più degne di un Paese civile e ai detenuti condizioni igienico-sanitarie più umane e soprattutto un massiccio impiego in attività lavorative in carcere».

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