Carceri, Sarno (UIL) : sarà una Pasqua di passione

carcere_sovraffollatoRoma, 18 apr – «Per chi lavora ed opera nelle frontiere penitenziarie italiane è ben evidente che la prossima Pasqua sarà sempre più sinonimo di passione e dolore e non già di gioia e resurrezione. A confermare questa tesi ci soccorrono i numeri, nella loro spietata esattezza». Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, fa il punto di quanto accaduto nelle ultime settimane nelle carceri italiane

«Ancora una volta la polizia penitenziaria ha rischiato di pagare un salatissimo dazio alla macchina del fango. La morte suicida del giovane Marco Saturno , nel carcere di Bari, ha fatto riemergere, e non solo nella stampa, quei pregiudizi, evidentemente mai sopiti, nei confronti dei poliziotti penitenziari considerati spietati aguzzini invece che ultimi baluardi a difesa della dignità e della vita umana nelle degradate galere italiane. A riprova di ciò il salvataggio operato dai poliziotti in servizio nel carcere di Parma che, venerdì scorso, hanno salvato da morte certa un detenuto sottoposto al 41-bis che aveva tentato il suicidio. Un detenuto che solo pochi giorni prima, in due distinte occasioni, aveva aggredito e ferito un medico, il Vice Comandante, il Direttore e sei agenti penitenziari. Solo in questo mese di Aprile – ricorda Sarno – la polizia penitenziaria ha salvato la vita ad altri sei detenuti ad Avellino, Venezia, Frosinone, Viterbo, Bari, Vicenza che avevano tentato di evadere dalle proprie vite. Di contro, nello stesso periodo, la polizia penitenziaria annovera tra le sue fila ben 18 agenti aggrediti e feriti da detenuti ( 82 dall’inizio del 2011) con prognosi superiori ai sette giorni. Ma di questo nei rendiconti giornalistici non c’è traccia».

L’analisi della UIL PA Penitenziari non lascia adito a dubbi sulla reale situazione carceraria italiana

«Il numero di detenuti ristretti continua ad essere incompatibile con la ricettività possibile della strutture penitenziarie ( 67.800 detenuti a fronte di circa 43mila posti disponibili). Nonostante la dichiarazione di emergenza del sistema penitenziario decretata dal Governo Berlusconi per due anni di seguito, i fondi stanziati si riducono considerevolmente. Tra qualche settimana, infatti, le direzioni degli istituti penitenziari non saranno più in grado di far fronte al pagamento delle spese fisse (acqua, luce, gas, telefono), non potranno più garantire l’acquisto di carburante per i mezzi di trasporto (servizio traduzioni) e dovranno fare miracoli per garantire il vitto giornaliero (colazione, pranzo e cena) con una quota procapite di circa 3,40 € per ciascun detenuto. Il personale di polizia penitenziaria, già sovraccaricato di turni e carichi di lavoro insostenibili, dovrà continuare a lavorare e garantire sicurezza senza percepire le spettanze economiche derivanti dall’espletamento di servizi straordinari e dai servizi di missione».

Per la UIL PA Penitenziari il quadro, allarmante e grave, delle criticità che avvolgono l’universo penitenziario meriterebbe maggiore attenzione da parte del Governo e del Parlamento

«Prima che sia troppo tardi vogliamo auspicare che il Ministro Alfano, ma l’intero Governo, recuperino attenzione verso quanto accade nei nostri istituti di pena e per chi vi ci lavora. La questione penitenziaria non è solo una grave questione sociale. Essa è anche una questione sanitaria, umanitaria e di ordine pubblico. Dopo il tour de force messo in campo su alcune questioni di giustizia – conclude Eugenio SARNO – ci piace pensare che il Governo ed il Parlamento vogliano calendarizzare una sessione davvero propedeutica all’analisi ed alle soluzioni di quelle criticità che affogano il sistema penitenziario nell’inciviltà, nel degrado e nell’inefficienza. Semmai anche con sedute notturne. Oltre a recuperare i fondi per pagare le spettanze al personale e stornare dall’alveo delle disponibilità economiche per il piano carceri (fantasma) gli stanziamenti per gli interventi di manutenzione straordinaria verso le tante strutture che rischiano seriamente di crollare, occorre accelerare sulle assunzioni ma , soprattutto, definire una vera politica penitenziaria. Misure e pene alternative alla detenzione e circuiti penitenziari omogenei e definiti sono le soluzioni immediate e imprescindibili alle attuali emergenze».

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