Carceri, Sarno (UIL): l’Amministrazione Penitenziaria sull’orlo del fallimento

polizia-penitenziariaRoma, 9 lug – «Come da noi (puntualmente) anticipato il graduale esaurimento dei fondi sui principali capitoli di gestione ordinaria dell’Amministrazione Penitenziaria sta creando gravi problemi amministrativi ed operativi, tanto da farci dire che la paralisi ed il totale tracollo del sistema si avvicinano a passo di corsa».
E’ diretto, chiaro ed esplicito l’ennesimo grido d’allarme lanciato dal Segretario Generale della UIL PA Penitenziari – Eugenio Sarno – sulla situazione che investe il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

«Nel volgere di poche ore un automezzo della polizia penitenziaria (con una percorrenza di circa 500mila Km) adibito alle traduzioni, in Puglia è finito fuori strada con scorta e detenuto a bordo (per fortuna senza gravi conseguenze). In Toscana – informa il Segretario Generale della UIL Penitenziari – una traduzione si è interrotta per l’esaurimento del carburante dell’automezzo di servizio. Solo le anticipazioni del personale di scorta hanno consentito che il mezzo ripartisse e che il detenuto potesse essere presente nelle aule dibattimentali e, poi, fare rientro nell’istituto di appartenenza. Questi due ultimi episodi, che si sommano a tanti altri analoghi, marchiano con il timbro della realtà e dell’attualità le condizioni in cui versa il sistema penitenziario italiano, sempre più sull’orlo del fallimento economico. Questa situazione, ovviamente, non può non generare dirette conseguenze sulla operatività dei servizi e sull’incolumità fisica del personale e degli stessi detenuti».

La situazione debitoria dell’Amministrazione Penitenziaria assomma a circa 134 milioni di euro e secondo la UIL PA Penitenziari solo un intervento del Guardasigilli potrebbe assicurare un futuro immediato meno preoccupante.

«Se il Ministro Alfano, oltre ad esercitare le prerogative di un Segretario di partito, si industriasse anche nell’ambito delle sue competenze di Ministro della Giustizia potrebbe concorrere ad offrire al sistema penitenziario una boccata di ossigeno quanto mai necessaria. Pensiamo, per esempio, alla eventualità di mettere mano ai fondi del FUG (Fondo Unico Giustizia), alimentato da circa 98 milioni di euro. Con questi soldi si potrebbero finanziare le missioni del personale e garantire altri interventi urgenti. Perché è chiaro che se si veicolano fondi al DOG (Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria) non si può – sottolinea con vena polemica SARNO – escludere dal circuito dei finanziamenti il DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) e il DGM (Dipartimento della Giustizia Minorile). Sarà pur vero che nella manovra finanziaria è stato reintrodotto il fondo per i debiti pregressi, ma è pur vero che tale fondo (se sopravviverà alla battaglia parlamentare) produrrà effetti solo da novembre ed in questo lasso di tempo i direttori ed i provveditori regionali dovranno cercare di mediare con i creditori per garantire l’approvvigionamento di generi di prima necessità: luce, gas, acqua, carburante, ecc. Nel frattempo 67.500 detenuti continueranno ad esser stipati nelle anguste celle (quando disponibili), alla stregua di animali all’ingrasso e circa 38mila uomini e donne della polizia penitenziaria dovranno continuare a subire la contrizione dei propri diritti (tra cui anche ferie e riposi), oltre a dover lavorare di più e gratis (considerato che non vengono pagate le missioni e gli straordinari). Forse Tremonti e Brunetta piuttosto che scambiarsi reciprochi apprezzamenti farebbero bene a risolvere queste criticità. Semmai con il benestare ed il contributo del Segretario-Ministro Angelino Alfano».

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