Carceri, Sarno : La maxi evasione di Airola è la Caporetto di Alfano

alfano_berlusconiRoma, 26 ott – “L’evasione di quattro detenuti dall’IPM di Airola (BN) avvenuta questa sera segna la Caporetto del Ministro Alfano. Dopo aver levato, invano e inascoltati, ogni sorta di allarme dobbiamo registrare lo smacco di veder evadere quattro giovani criminali, uno dei quali macchiatosi di un efferato omicidio in danno di una guardia giurata”

Non le manda certo adire Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari.

“Il nostro pensiero va ai colleghi feriti ma anche all’intera collettività che da oggi è molto meno sicura. Purtroppo il Ministro Alfano , ma l’intera Amministrazione della Giustizia Minorile, hanno evidenti responsabilità per quanto accaduto stasera ad Airola. Il Ministro per aver lasciato cadere nel vuoto i nostri solleciti , i nostri pressanti inviti, i nostri allarmi sul decadimento dei livelli di sicurezza. L’Amministrazione Centrale della Giustizia Minorile per aver ignorato i moniti di inopportunità circa l’assegnazione in Campania dell’omicida ora evaso. La rabbia è tanta – ammette SARNO – perché c’è la consapevolezza di aver per tempo individuato falle nel sistema sicurezza. Ora Alfano sui concentri almeno un pochino sulle criticità del sistema penitenziario. Accolga i nostri inviti al confronto, segni il suo operato con la saggezza e non con la presunzione. Sia ben chiaro, e lo diciamo alto e forte, che oggi tutte le carceri sono a rischio. Questo è un problema di ordine pubblico e non solo una questione sociale Invito l’intero Governo a trovare una sintesi unitaria sul problema. Quando chiedemmo l’ausilio dei militari in compiti di sorveglianza ai penitenziari avevamo ben presente la situazione. Purtroppo il Ministro La Russa è stato sordo ed insensibile. Lo stesso Tremonti frappone ostacoli economici alle nuove assunzioni, che pure Alfano ha chiesto, per la polizia penitenziaria. Sono ben 5mila, infatti, le vacanze organiche. Nella sola Giustizia Minorile il gap è di circa il 30% delle dotazioni previste. Siamo al fondo del barile, nulla più c’è da raschiare se non recuperare quelle unità i cui servizi non sono ben definiti. Prima che accada nuovamente, e può accadere in ogni momento, il bis in idem di Airola”

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