Carceri, SAPPE: si a depenalizzazione e messa in prova. Urgente incontro con il ministro

polizia-penitenziaria2Roma, 31 ago – In relazione alla gravissima situazione di emergenza delle carceri italiane e all’intervista rilasciata dalla Ministro Guardasigilli su Avvenire di oggi, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – SAPPE–, rinnova la richiesta di un incontro alla Ministro della Giustizia Paola Severino. Il segretario generale del SAPPE Donato Capece torna a manifestare la grande preoccupazione del sindacato per la situazione delle carceri del Paese, che oggi vede 66mila detenuti presenti a fronte di 42mila posti letto e 7mila agenti di Polizia Penitenziaria in meno in organico.

«Abbiamo apprezzato le parole della Guardasigilli sulla prossima calendarizzazione in Parlamento del provvedimento sulle criticità penitenziarie» dichiara il Segretario Generale SAPPE Donato Capece. «Il SAPPE da tempo ha chiesto proprio alla Ministro della Giustizia di sollecitare l’attenzione del Parlamento su ogni utile soluzione legislativa che possa decongestionare concretamente le carceri, a cominciare proprio dalla calendarizzazione del provvedimento della Ministro sulle depenalizzazioni. Sul tema, il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, è in piena sintonia con la Ministro sulla necessità di ricorrere maggiormente alle misure alternative alla detenzione per quei reati di minore allarme sociale. Riteniamo sia importante incontrare la Ministro della Giustizia vista la recente legge sulla revisione di spesa che potrebbe piegare le gambe al Corpo: è necessario garantire adeguati stanziamenti di denaro per la funzionalità operativa della Polizia penitenziaria, che invece si è visto congelare le assunzioni per i prossimi anni e ridurre i soldi per l’acquisto di vestiario e mezzi».

«Il SAPPE, torna peraltro ad esternare le proprie preoccupazioni per le politiche gestionali dell’Amministrazione Penitenziaria che, a nostro avviso, stanno delegittimando e depotenziando oltre misura il ruolo di sicurezza affidato alla Polizia Penitenziaria, come confermano il suicidio di un detenuto ieri a Udine e l’evasione sventata di altro ristretto ieri a Firenze. A nostro avviso, il Capo del DAP Giovanni Tamburino sottovaluta l’aspetto della sicurezza e dell’ordine pubblico a favore di una indiscriminata politica trattamentale che allo stato attuale, con queste strutture e questi numeri allarmanti, è semplicemente pura utopia».

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