Carceri, SAPPE: con la “vigilanza dinamica” a rischio la vita di centinaia di detenuti

carceratoRoma, 3 giu – “Continuano frenetici da parte dei Provveditori regionali dell’amministrazione penitenziaria i preparativi per rendere esecutivo il progetto (a nostro parere sconsiderato), inerente la ‘Vigilanza Dinamica’.”

Lo comunica il SAPPE in una nota.

“Il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, ritiene che questo modo di fare sia un po’ furbetto poiché nato per aggirare il grave problema del sovraffollamento delle carceri, la grave carenza di poliziotti penitenziari e, magari, anche gli obblighi dell’Europa che ha intimato all’Italia di rispettare i diritti dei detenuti lasciando loro lo spazio vitale di almeno 7 mq. In pratica, si vuole cercare di tenere tutta la giornata aperti i detenuti per farli rientrare nelle loro stanze solo per dormire, lasciando ad alcune telecamere il controllo della situazione”.

“Da parte sua, invece, il SAPPE da tempo si sta battendo contro questo improvvido provvedimento che si ritiene assolutamente destabilizzante per le carceri italiane.

E’ nostra opinione che, lasciando le sezioni detentive all’autogestione dei detenuti, si potrebbero ricostituire quei rapporti di gerarchia tra detenuti per cui i più potenti e forti potrebbero spadroneggiare sui più deboli. In secondo luogo, sempre a nostro avviso, si sta ignorando l’articolo 387 del codice penale per il quale potrebbe essere comunque l’agente, anche se esiliato davanti a un monitor, a rispondere penalmente di qualsiasi cosa accada nelle sezioni detentive. Ancora più grave potrebbe essere l’accentuarsi in maniera drammatica di episodi di violenza all’interno delle stanze ove i detenuti non sono controllabili”.

“Infine, non si può non segnalare il vertiginoso aumento del rischio di morte per centinaia e centinaia di detenuti che ogni anno tentano di suicidarsi nelle proprie stanze quando rimangono da soli. Si consideri che, solo nel 2012, sono stati più di mille i detenuti che hanno tentato il suicidio ma che sono stati salvati all’ultimo minuto grazie proprio all’intervento dei poliziotti penitenziari che attuano un controllo visivo e concreto delle sezioni detentive”.

“Cosa sarebbe accaduto se queste persone, grazie alle trovate del CAPO DAP e del suo VICE, fossero rimaste da sole, possibile che le due eminenze grigie dell’amministrazione penitenziaria non abbiano pensato a ciò? Forse ora potremmo stare a contare molti più morti per la geniale trovata di questi signori che pure sono pagati profumatamente centinaia di migliaia di euro l’anno. La vigilanza dinamica potrebbe avere un senso nel momento in cui ai detenuti venissero offerte concrete situazioni di lavoro, attività trattamentali serie ma non certamente se vengono lasciati a bighellonare tutta la giornata nelle sezioni detentive”.

“Anche se il sovraffollamento in questo momento è il più grave problema delle carceri italiane, il SAPPE ritiene che nessuno, Tamburino e Pagano in testa, vogliano intravedere nella perdita della vita un modo come un altro per diminuire la popolazione detenuta. E allora, proprio Tamburino e Pagano non possono non tener conto che negli ultimi venti anni sono stati diciassettemila (!) i tentativi di suicidio sventati dalla polizia penitenziaria”.

“Lanciamo un appello al Ministro CANCELLIERI perché si fermi questo insensato progetto che, se applicato in maniera indiscriminata, potrebbe portare ad una situazione di estrema emergenza per l’ordine pubblico sia all’interno che all’esterno delle carceri”.

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