Carceri: SAPPE, Alfano incontri subito i sindacati

alfano_berlusconiRoma, 8 nov. – Il sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria (SAPPE) chiede al ministro della Giustizia Angelino Alfano di promuovere “quanto prima” un incontro con il Sappe stesso e le altre organizzazioni sindacali del Corpo “per recepire alcune osservazioni e proposte da inserire possibilmente” nella stesura finale dell’annunciato Piano Carceri, il cui esame e’ dato per imminente in Consiglio dei Ministri. “La situazione penitenziaria – dice Donato Capece, segretario nazionale del Sappe – e’ infatti ogni giorno sempre piu’ incandescente, con oltre 65mila detenuti presenti a fronte dei 42mila posti regolamentari, e le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria sono costretti a turni di servizio molto pesanti in termini di stress e di sicurezza. E allora diciamo al ministro Alfano, che sappiamo molto sensibile anche sulla situazione penitenziaria: incontriamoci al piu’ presto, insieme possiamo trovare soluzioni condivise per alleggerire il sistema”. Al ministro il Sappe con una nota di qualche settimana fa “ha gia’ espresso un parere assolutamente positivo in merito all’eventuale utilizzo delle procedure edilizie straordinarie ed alla necessita’ dell’assunzione, sempre con procedure di urgenza, di 5.000 unita’ di Polizia Penitenziaria. Siamo altrettanto favorevoli alla realizzazione di un circuito penitenziario differenziato di Carceri Leggere destinate esclusivamente a soggetti arrestati provenienti dalla liberta’, anche impiegando le strutture destinate ai Centri di identificazione ed espulsione (CIE) ma non ancora operative. Un circuito penitenziario di questo tipo e’ certamente utile, soprattutto nelle grandi citta’, per fronteggiare il fenomeno delle Sliding doors per effetto del quale un elevato numero di persone entra ed esce dagli istituti penitenziari nel breve periodo di due o tre giorni”. Il Sappe propone ad Alfano di promuovere “un attento ed accurato monitoraggio” di tutte le strutture penitenziarie esistenti sul territorio nazionale al fine di accertare le possibilita’ di recupero di ulteriori spazi detentivi, gia’ esistenti, da riconvertire e/o da realizzare all’interno delle stesse strutture dell’amministrazione. “Nella stessa direzione di recupero delle strutture – conclude Capece – proponiamo anche di valutare la possibilita’ di riutilizzare le strutture a custodia attenuata e utilizzate dall’amministrazione penitenziaria agli inizi degli anni Novanta per essere dismesse pochi anni dopo. Vanno rivalutate attentamente anche le misure alternative alla detenzione, soprattutto per i reati di scarso allarme sociale. Stesso dicasi per l’utilizzo del braccialetto elettronico, troppo precipitosamente accantonato in Italia, nonostante abbia dato e continui a dare, ottimi risultati negli altri Stati europei. Sarebbe poi opportuno un ragionamento sulla depenalizzazione di alcuni reati minori”.

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