Carceri, poliziotto penitenziario si suicida nell’avellinese. E’ il 4° caso in due mesi

polizia-penitenziaria2Roma, 12 ago – «Non conosco le statistiche delle altre categorie professionali sui casi di suicidio, ma quelle che riguardano il Corpo di Polizia Penitenziaria sono agghiaccianti. Il tragico caso di oggi, con il collega suicida nei pressi del cimitero del suo paese, Gesualdo, mentre si stava recando al lavoro nel carcere di Ariano Irpino, è il quarto in due mesi: prima di lui, poliziotti penitenziari si erano suicidati a Roma il 19 giugno, a Marcellina il 7 luglio e a Raffadali il 13 luglio. Ed è il settimo caso del 2013. Siamo vicini ai familiari, agli amici, ai colleghi del poliziotto che oggi ha deciso di togliersi la vita, ma sarebbe irresponsabile continuare ad ignorare questa tragica realtà».

Lo dichiara uno sgomento e sconcertato Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, alla notizia di un nuovo suicidio tra le fila della Polizia Penitenziaria.

«L’Amministrazione Penitenziaria, che non perde tempo ad assumere decisioni assurde come quella di far pagare i posti letto agli Agenti di Polizia che vivono in Caserma ma che non fa assolutamente nulla per il benessere del Personale, continua a trascurare il problema. Ma quattro poliziotti penitenziari suicidi in due mesi mi sembrano davvero una enormità: e questo è il settimo caso, nel 2013. Non solo: dal 2000 ad oggi sono stati circa 100 i dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria (poliziotti, direttori, provveditori) che si sono tolti la vita. E’ un fenomeno preoccupante e va fatto qualcosa. In Italia non esistono ricerche in questo ambito, forse sono ancora molto forti i tabù culturali che ostacolano l’analisi del problema, tanto che ancora oggi è difficile quantificare il numero dei suicidi e dei tentati suicidi tra gli appartenenti a tutte le forze di polizia e compararne i dati con la popolazione di riferimento. Benché verosimilmente indotti dalle ragioni più varie e comunque strettamente personali, va comunque denunciato che i vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, il DAP, trascurano colpevolmente questo grave problema. A livello internazionale sono numerose le ricerche, per lo più anglosassoni, sul fenomeno dei suicidi dei poliziotti, che hanno dimostrato in alcuni casi una correlazione con lo stress lavorativo».

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