Carceri: il PD presenta una interrogazione al ministro Alfano sulla grave situazione in Liguria

carcereRoma, 8 ott – Primi autorevoli riscontri all’appello lanciato dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa Organizzazione di Categoria , ai parlamentari liguri per sensibilizzare il Ministro della Giustizia Angelino Alfano sulla gravissima situazione penitenziaria della Liguria, caratterizzata da un pesante sovraffollamento nelle 7 carceri regionali e dalle considerevoli carenze di organico nei Reparti di Polizia penitenziaria e in quelli del Personale amministrativo.

“Siamo stati informati che ieri è stata presentata alla Camera dei Deputati una interrogazione parlamentare al Ministro Alfano a firma dei deputati del Partito Democratico Tullo, Orlando, Rossa e Zunino sulla situazione critica dei penitenziari liguri (allegata in copia). Ma altre analoghe iniziative parlamentari ci sono state preannunciate anche da deputati e senatori eletti in Liguria nelle liste del PDL, dell’Italia dei Valori e dell’UDC. Speriamo che questa sinergia bipartisan da noi vivamente auspicata, questa convergenza al di là delle formazioni politiche di appartenenza sul grave problema penitenziario regionale, convinca il Ministro Alfano ed il Capo DAP Ionta a porre la Liguria tra le priorità d’intervento giudiziario”.

E’ il commento di Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri all’iniziativa dei deputati del Partito Democratico.

logo_sappe298Spiega Martinelli: “Proprio noi nei giorni scorsi abbiamo scritto a tutti i parlamentari eletti in Liguria per richiamare l’attenzione sulle criticità penitenziarie regionali, per denunciare una situazione allarmante, che ricade principalmente sulle donne e gli uomini della Polizia penitenziaria. E questo primo riscontro, a cui sono da aggiungere le già preannunciate analoghe iniziativa anche da parte dei parlamentari di Pdl, IdV e Udc, è indubbiamente positivo, anche se avremmo preferito vedere una sola interrogazione parlamentare firmata da tutti i deputati e senatori. La grave e critica situazione della Liguria emerge infatti chiaramente esaminando i dati relativi agli organici del Corpo di Polizia ed alle presenze di detenuti nelle sette Case Circondariali della Regione. La Liguria è la Regione in Italia con la percentuale minore di poliziotti penitenziari in servizio rispetto a quelli previsti! Attualmente nelle carceri liguri sono impiegati 858 Poliziotti, pari al 67% dei 1.264 previsti (la media nazionale è dell’85%). Tanto per citare qualche esempio, con riferimento alle carenze nei vari ruoli del Corpo di Polizia penitenziaria, a Chiavari mancano 17 unità, a Genova Marassi ben 165(!), a Pontedecimo 58, a Imperia 22, a La Spezia 53, a Sanremo 77 ed a Savona 14! Ed anche per quanto concerne il Personale dirigenziale e tecnico amministrativo la situazione ligure è davvero allarmante. Mancano, complessivamente, ben 3 Dirigenti, 23 Educatori, 21 Assistenti Sociali, 68 Collaboratori, 80 tra collaboratori d’area direttiva, tecnici, impiegati, informatici! Quello che invece non manca sono i detenuti” conclude Martinelli. “L’emergenza sovraffollamento in Liguria ha raggiunto il 142% della capienza regolamentare ed ha superato anche quella che al DAP definiscono “tollerabile” per un totale ad oggi di 1.623 persone detenute sulle 1.140 previste (media nazionale del 148%).  Fino ad oggi la drammatica situazione è stata contenuta grazie principalmente al senso di responsabilità, allo spirito di sacrificio ed alla grande professionalità del Corpo di Polizia Penitenziaria. Ma queste sono condizioni di logoramento che perdurano da mesi e continueranno a pesare sulle donne e gli uomini della Polizia penitenziaria in servizio negli Istituti di Pena della Liguria per molti mesi ancora se non la si smette di nascondere la testa sotto la sabbia. Quanto si pensa possano resistere gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, che sono costrette a trascurare le proprie famiglie per garantire turni massacranti con straordinari talvolta nemmeno pagati?”

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