Carceri, il bilancio del 2009: 70 suicidi di detenuti, 13 evasi, 15 tentate evasioni, 148 agenti feriti, 864 tentati suicidi

carcere1Roma, 28 dic – “La calendarizzata discussione della mozione parlamentare sullo stato e sulle criticità del sistema penitenziario,
  prevista per i prossimi 11 e 12 gennaio, sarà il banco di prova su cui testare la concreta volontà dei parlamentari e del Governo per tentare di risolvere il dramma che quotidianamente si consuma dentro le prigioni italiane, al netto delle consuete dichiarazioni di intenti, dei solenni proclami  e degli inutili annunci . Definire oggi il sistema penitenziario incivile e illegale non è esercizio  di violenza verbale quanto una rappresentazione reale della situazione al di la delle mura di cinta”
 

Non usa perifrasi il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, Eugenio SARNO, che traccia un bilancio degli “eventi critici” verificatisi all’interno degli istituti penitenziari in questo 2009

“Quest’anno oramai agli sgoccioli sarà ricordato come un vero anno sabbatico. E non solo per il record di presenze detentive mai toccato nella storia repubblicana, quant’anche per una incredibile serie di suicidi,proteste,  violenze ed evasioni. Agli effetti del sovrappopolamento (65.736  detenuti presenti a fronte di una capienza max di 43.480)   infatti, si debbono coniugare gli effetti delle gravi deficienze organiche del personale di polizia penitenziaria  (- 5.000 unità) e del personale addetto alle aree trattamentali e socio – pedagogiche (- 900 unità) . Queste carenze – denuncia SARNO –  di fatto impediscono al personale penitenziario di rendere concreto il tentativo di rieducazione e risocializzazione dei detenuti previsto e sancito dalla Carta Costituzionale. Oggi, di fatto, le nostre carceri non sono altro che discariche sociali dove sversare, in nome di un malinteso concetto di certezza della pena,  il disagio, l’emarginazione, la povertà. E’ auspicabile, quindi, che le indegne , incivili, illegali condizioni detentive nonché le infamanti, penalizzanti e insicure condizioni di lavoro del personale siano oggetto di profonda analisi. Il Parlamento ed il Governo definiscano un vero e proprio piano Marshall per le carceri. Solo attraverso ingenti investimenti in termini di risorse, mezzi, tecnologie e attraverso una vera riforma della giustizia sarà possibile porre rimedio a ciò che oggi appare irrimediabilmente compromesso”

Da qualche settimana la UIL PA Penitenziari ha cominciato a monitorare tutti gli eventi critici che si verificano nei penitenziari. A frequenza quotidiana gli aggiornamenti della pagina web Diario di Bordo pubblicata sul sito www.polpenuil.it .

“Abbiamo deciso di surrogare in fatto di comunicazione, informazione e trasparenza  un’Amministrazione Penitenziaria troppo oscurantista – dichiara il Segretario della UIL PA Penitenziari – che nasconde i numeri ed opacizza la comunicazione. Noi siamo consapevoli di non dover nascondere nulla; in tal modo si favorisce il proliferare dei misteri e si alimenta quella gogna mediatica che si abbatte come una mannaia sul personale penitenziario. Tutto questo nell’indifferenza e nel silenzio del Ministro Alfano”

La UIL PA Penitenziari elenca una serie di  numeri che testimoniano la gravità della situazione

“Dal 1 Gennaio ad oggi sono 70 i suicidi di detenuti, 3 quelli di agenti penitenziari (di cui due omicidi-suicidi). Un agente in servizio a Torino è stato assassinato, nei pressi di Latina,  in circostanze ancora da chiarire . A Catania un Ispettore del Corpo ha ucciso, senza ragioni apparenti, un assistente in servizio in portineria. I tentati suicidi di detenuti sono stati 864 (di cui il 40% sventati dalla polizia penitenziaria). Numerosissime le proteste poste in essere contro il sovraffollamento, alcune delle quali particolarmente violente. Molte anche le maxi risse scoppiate tra detenuti, prevalentemente tra gruppi ed etnie diverse. Frequenti i tentativi di appiccare fuoco ai materassi ignifughi (che sprigionano fumi densi e tossici) con conseguenti ricoveri di persone ed evacuazioni di ambienti. Gli agenti penitenziari che hanno dovuto ricorrere a cure sanitarie a seguito di aggressioni,  con prognosi superiori ai tre giorni, assommano a 148. Le tentate evasioni  sventate dal personale nel corso dell’anno ammontano a 15 , mentre sono 13 i detenuti evasi (tra cui 8 minori) . Questi numeri – chiude Eugenio SARNO – più che di commenti hanno bisogno di interventi. E sono quelli, non le parole, che ci aspettiamo dalla classe politica. Per questo abbiamo, e rivogliamo, appellarci al Capo dello Stato perché richiami ognuno alle proprie responsabilità. Sono certo che il Presidente Napolitano nel suo discorso di fine anno non mancherà di  toccare questo tema di estrema attualità e drammaticità“

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.