Carceri, fumogeni e petardi ieri sera gettati nel carcere milanese di San Vittore. SAPPE: mettere i militari a presidio dei penitenziari

sanvittoreRoma, 1 apr – “Quello avvenuto ieri sera a Milano, dove un fumogeno e un petardo sono stati lanciati da cinque giovani incappucciati dentro l’intercinta del carcere di San Vittore, è stato probabilmente il gesto sciocco di qualche sconsiderato ma è comunque un episodio che deve fare riflettere. Se a questo aggiungiamo che davanti alle carceri – obiettivi istituzionali sensibili per eccellenza – sono sempre più frequenti le manifestazioni di protesta di gruppi attigui al mondo dell’antagonismo politico,  riteniamo sia il caso di sollecitare le Istituzioni a tenere alta l’attenzione, intensificando le misure di sicurezza, al fine di garantire l’incolumità di quanti operano all’interno del carcere ma anche dei cittadini. Credo anzi che l’Amministrazione penitenziaria dovrebbe attivarsi presso gli Organi competenti affinchè, considerata grave la carenza di oltre 6mila agenti di Polizia Penitenziaria negli organici del Corpo che si ripercuote inevitabilmente e principalmente sui servizi di sentinella sulle mura di cinta delle carceri, fino alle annunciate assunzioni di 2mila Baschi Azzurri previste dal Piano carceri del Governo, si arrivasse ad impiegare i militari per i servizi di vigilanza esterna degli istituti penitenziari.”

E’ quanto dichiara Donato CAPECE, Segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE – il primo e più rappresentativo della Categoria -, sull’episodio avvenuto nella serata di ieri presso il carcere milanese di San Vittore.

Spiega ancora Capece: “Proprio nei giorni scorsi, nel corso del XXI Consiglio Nazionale del SAPPE che si è tenuto ad Abano Terme, sono emerse dai colleghi provenienti da tutta Italia quali e quante difficoltà operative determino le gravi carenze di organico nel Corpo di Polizia penitenziaria nelle oltre 200 carceri del Paese. Difficoltà che si traducono in nuovo impiego operativo del poliziotto nelle carceri che non deve essere più fisso e statico ma il più possibile dinamico. Ben vengano anche i  militari impiegati nella sorveglianza esterna dei maggiori penitenziari italiani nelle more dell’assunzione straordinaria di nuovi Agenti per la Polizia penitenziaria. Ci auguriamo che si inizi proprio da Milano San Vittore a destinare i militari a presidio delle strutture penitenziari più grandi del Paese: è una ‘soluzione’ certamente provvisoria e tampone, ma utile e necessaria a tutela delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria impiegati nella ‘prima linea’ delle sezioni detentive oggi sovraffollate da oltre 6/mila detenuti presenti a fronte di 42mila posti letto e con 6mila Agenti di Polizia penitenziaria in meno. I militari davanti alle carceri e sulle mura di cinta delle carceri, dunque possono essere una delle soluzioni d’emergenza possibili nell’attuale critica situazione penitenziaria.”

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