Carceri: chiuso l’incontro tra organizzazioni sindacali e ministro Alfano

polizia-penitenziaria2Roma, 27 gen – Si è chiuso ieri in serata il doppio incontro (polizia penitenziaria + comparto ministero) con il Ministro della Giustizia , che aveva convocato le OO.SS. per l’illustrazione del c.d. “ Piano Carceri”.
Il Ministro Alfano e il Capo del DAP Ionta hanno illustrato alle rappresentanze sindacali il percorso individuato per deflazionare l’attuale  sovrappopolamento e reperire nuovi posti detentivi .
Il Ministro Alfano ha ribadito che l’orientamento del Governo è quello di incidere sulle attuali criticità “escludendo la possibilità di dover ricorrere al 31° atto di clemenza della storia repubblicana “.
Sostanzialmente il piano carceri si basa su tre direttrici : Interventi di edilizia, Normativa di accompagnamento, Sostegno al lavoro della polizia penitenziaria.
Rispetto agli interventi di edilizia penitenziaria il Ministro Alfano e il Capo del DAP hanno chiarito che non è possibile dare indicazione dei siti e dei luoghi se non dopo l’ordinanza che il Presidente del Consiglio promulgherà avendo presente le indicazioni del Commissario Straordinario per l’edilizia penitenziaria . La costruzione dei nuovi edifici e dei nuovi padiglioni sarà affidata (con le procedure rese possibili dalla dichiarazione dello stato di emergenza) alla Protezione Civile. Allo stato sono già disponibili 500 milioni di euro cui debbono sommarsi circa 80 milioni dal bilancio del DAP .
Sulle norme accompagnatorie al piano carceri è stata riaffermata l’intenzione di intervenire sui soggetti con un residuo di pena molto basso ( al max un anno e in condizioni particolari) con la previsione di collocarli in detenzione domiciliare. Anche la messa in prova per chi potrebbe essere condannato ad un max di tre anni di pena è una delle soluzioni deflazionanti che il Governo intende varare.
Per quanto attiene alle assunzioni in polizia penitenziaria il Ministro Alfano ha chiarito che nel triennio (2010-2012) ammonteranno a circa  3.700. Specificatamente 1.700 assunzioni per la copertura del turn over per cui le risorse economiche necessarie sono state già destinate ed individuate in Finanziaria. L’assunzione delle restanti 2.000 unità saranno finanziate dai proventi dei contributi unificati per i ricorsi in Cassazione che il Tesoro ha stimato in circa 70milioni per il triennio di riferimento. Per l’assunzione della 2000 unità si ricorrerà per 700 tramite le graduatorie aperte e attive, per le restanti 1300 attraverso un concorso pubblico le cui procedure saranno velocizzate e snellite con la previsione di abbreviamento anche dei tempi di formazione (sei mesi in luogo di un anno).
La UIL Penitenziari attraverso il Segretario Generale Eugenio SARNO ha consegnato un giudizio cautamente positivo “ mi pare di poter dire che questo piano carceri abbia in se qualche elemento concreto che ci fa guardare al futuro con maggiore ottimismo”. Sarno dopo aver ricordato le nove manifestazioni di piazza della UIL Penitenziari “ per consegnare alla politica le ragioni  di un dissenso rispetto ad un silenzio che era incomprensibile ed anche irritante” ha spaziato sulle proposte illustrate,osservando che le iniziative il piano di edilizia penitenziaria deve conseguire anche l’obiettivo di contenere la movimentazione di detenuti che finisce per gravare  sui carichi di lavoro del personale ” occorre uno studio analitico della macro aree dove si afferma una maggiore presenza di detenuti movimentati ovvero  Campania, Lombardia, Sicilia ed Emilia” . Un giudizio sostanzialmente favorevole è stato espresso anche sulle normative di accompagnamento, benché è stato sottolineato con chiarezza che bisogna intervenire sulla riforma della giustizia per strutturare “ quelle condizioni che vi impediscano di varare il 31° atto di clemenza” – Quindi interventi sul momento sanzionatorio e una concezione diverse delle pene “ non solo alternative ma anche utili” . La UIL ha anche chiesto al Ministro Alfano di avallare la proposta di un tavolo permanente di confronto presieduto dal Capo del DAP “ noi vogliamo avere  elementi per alimentare la speranza per veicolare al personale un nuovo percorso che dia risposte”. Un tavolo che possa  affrontare  una nuova determinazione delle piante organiche e possa monitorare l’impiego del personale; che contribuisca a ristabilire  le corrette relazioni sindacali “ non vorremmo più essere costretti  a deferire il Vice Capo Vicario del DAP  delegato alle relazioni sindacali al giudice del lavoro”  ;  che definisca un percorso operativo certo per i Funzionari della polizia penitenziaria “ chissà in quale cassetto giace la proposta dell’istituzione del Direttore dell’Area Sicurezza” . La UIL chiudendo l’intervento ha rammentato le ragioni per le quali non ha inteso firmare l’accordo sul FESI 2009 e ha sollecitato il Capo del DAP a rivedere la famigerata circolare – bavaglio “ Noi crediamo che voleva suggerire ai dirigenti di non dare giudizi, non di impedire la diffusione delle notizie. Noi abbiamo bisogno della comunicazione e di dare le notizie. Noi abbiamo il dovere morale di informare. Il carcere deve essere una Istituzione casa di vetro”

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