Carceri, Associazione Ruoli Tecnici Polizia Penitenziaria: riorganizzazione Ammnistrazione non più derogabile

anrtppRoma, 8 set – “Non si può parlare del problema carcerario ignorando che l’art. 27 della Costituzione impone che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato e che in una situazione di grave sovraffolamento diventa problematico parlare di rieducazione”.

E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’Associazione Nazionale Ruoli Tecnici Polizia Penitenziaria.

“Le carceri italiane  – continua la nota – continuano a riempersi ad oggi abbiamo abbondantmente superato i 68.000 detenuti con una capienza regolamentare di 42.000 posti . Le misure sino ad oggi intraprese sono insufficenti ed inapplicabili nel breve periodo. La  costruzione di nuove carceri richiede necessariamente anni e un maggior numero di operatori penitenziari. è pertanto necessaria l’adozione di  misure urgenti per far fronte a questo grave sovraffollamento. Occorrono atti per procedere allo sfollamento delle carceri attraverso l’adozione di misure alternative alla detenzione quali l’adozione del braccialetto elettronico, ma non solo.
Non è più derogabile una nuova riorganizzazione dell’amministrazione penitenziaria che ponga fine all’attuale “babele” ordinamentale del personale penitenziario suddiviso in diversi comparti. In tale ottica  si auspica che la riforma del personale civile penitenziario (educatori, assistenti sociali, tecnici, funzionari, contabili, direttori) venga approvata al più presto dal Parlamento”.

“La riforma  – conclude la nota – renderebbe più efficiente la macchina dell’Amministrazione e consentirebbe finalmente l’utilizzo di centinaia di agenti in compiti istituzionali, in quanto oggi impegnati in compiti amministrativi a  causa di una duplicazione di competenze che la riforma contribuirà ad azzerare”.

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