Carceri: a rischio trasporti detenuti. Mezzi fermi per riparazioni ma non ci sono soldi

polizia_penitenziariaRoma, 17 set – «C’è il serio e fondato rischio che dal prossimo mese di ottobre la Polizia Penitenziaria non sia più in grado di assicurare il servizio istituzionale del trasporto dei detenuti (le cosiddette “traduzioni”). Già oggi sono saltate diverse udienze in vari Tribunali, presso Magistrature di Sorveglianza e visite ambulatoriali programmate da tempo. Abbiamo in tutta Italia centinaia e centinaia di automezzi del Corpo (più di 80 nel solo carcere di Napoli Secondigliano) fermi in attesa di riparazioni che non possono essere eseguite perché mancano i soldi, tanto che è lo stesso Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a comunicarlo ufficialmente nelle note di risposta alle lettere delle Direzioni delle carceri che chiedono, appunto, fondi per le riparazioni. Non solo: tanti mezzi hanno oltre 300, 400 e persino 500mila chilometri “sulle spalle” e persino procedure obbligatorie di sicurezza come i periodici collaudi non vengono osservati proprio perché non ci sono soldi. E’ una situazione catastrofica: questo deve fare seriamente riflettere sui gravi rischi che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria quotidianamente affrontano nel trasportare i detenuti».

Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria SAPPE.

«Denuncio una volta di più le quotidiane difficoltà operative con cui si confrontano quotidianamente le unità di Polizia Penitenziaria in servizio nei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti dei penitenziari: agenti che sono sotto organico, non retribuiti degnamente, impiegati in servizi quotidiani ben oltre le 9 ore di servizio, con mezzi di trasporto dei detenuti spessissimo inidonei a circolare per le strade del Paese, fermi nelle officine perché non ci sono soldi per ripararli o con centinaia di migliaia di chilometri già percorsi».

Capece sottolinea “l’incoerenza” dell’Amministrazione penitenziaria che aveva nel 2007 istituito un Gruppo di lavoro presso il Ministero della Giustizia per la rivisitazione delle modalità organizzative dei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti: «il Gruppo di lavoro nasceva proprio dalla necessità di riscrivere le modalità operative del Personale alla luce delle esperienze concrete e quotidiane dei poliziotti dei Nuclei, ma l’Amministrazione lo ha boicottato fin da subito visto che ha convocato solamente due o tre riunioni e poi l’ha improvvisamente sciolto senza ragione alcuna. Intanto, un anno fa, un incidente di un mezzo della Polizia Penitenziaria di Avellino in avaria con i freni avrebbe potuto causare, sulla Bari-Napoli, una strage ed un altro in uso a Benevento, con 500mila chilometri percorsi, fu coinvolto in un incidente sulla Tangenziale di Napoli mentre trasportava 11 detenuti, con alcuni agenti feriti. E molte sono anche le traduzioni interrotte per guasti meccanici. Ciò testimonia, come più volte denunciato dal SAPPE, l’inadeguatezza e l’obsolescenza del parco automezzi in dotazione alla Polizia Penitenziaria e dovrebbe fare seriamente riflettere su quali criticità quotidianamente affrontano i Baschi Azzurri della Penitenziaria nei servizi di traduzione dei detenuti».

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