Carceri, a Catania il 38° suicidio

carcere_bicoccaRoma, 23 lug – “Circa un’ora fa, un detenuto ristretto alla Casa Circondariale di Catania Bicocca si è suicidato in cella con le recisione della carotide, con modalità ancora da accertare. E’ il 38° suicidio in cella di questo funesto 2010.”

A darne comunicazione il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari , Eugenio SARNO, che sottolinea

“Abbiamo la sensazione che nemmeno questa strage silenziosa che si consuma all’interno delle nostre degradanti prigioni scuota dal torpore una classe politica che ha, evidentemente, accantonato la questione penitenziaria. Nelle nostre galere si continua a morire. Dal 1 gennaio 2010 : 38 detenuti, 4 agenti penitenziari ed un dirigente generale si sono suicidati. E’ forse il caso di approfondire ed investigare? Noi diremmo anche di risolvere. Invece nulla . Tutto è rimesso alla sola buona volontà ed alle evidenti capacità del personale. Si continuano ad ammassare persone in spazi che non ci sono. Il personale deve rinunciare ai diritti elementari e sottoporsi a turni massacranti per reggere la baracca. La questione penitenziaria, nella sua drammaticità, è anche una questione morale. Per i tanti sprechi. Per l’incapacità di risolvere. Per l’indecenza delle strutture. Per il degrado degli ambienti. Per i rischi igienico-sanitari. Riceviamo continui inviti – prosegue SARNO – da parte del DAP  a non allarmare. Noi non allarmiamo. Informiamo sulle gravi realtà, nel tentativo di scuotere le coscienze. La società e la stampa, però, appaiono indifferenti ai drammi quotidiani che si consumano all’interno di quelle  mura che sempre più sono il confine tra civiltà e inciviltà”.

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