Carcere, protesta a Pisa. Agente in sciopero della fame trasportato all’ospedale

polizia-penitenziariaRoma, 26 gen – «E’ notizia di questi minuti che un collega del carcere di Pisa, a seguito della protesta in corso contro la grave situazione penitenziaria, è stato trasportato in autoambulanza al nosocomio cittadino. E’ grave e servono segnali forti dall’Amministrazione penitenziaria».

A comunicarlo è Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione di Categoria.

«E’ da ieri che il personale di polizia penitenziaria si è autoconsegnato e alcuni di loro addirittura stanno digiunando per la grave criticità dell’Istituto e per la rimozione, disposto dall’Amministrazione Penitenziaria, del Direttore e del Comandante ad altro incarico. Tutta la notte un contingente di personale di polizia penitenziaria si è fermata, dopo aver espletato il proprio turno di servizio, sino alle prime ore del mattino. Prima che la protesta possa sfociare ulteriomente è necessario che l’Amministrazione apra un confronto con le OO.SS. anche sulla criticità dell’intera regione, prendendo in considerazione anche l’opportunità di individuare un nuovo Provveditore Regionale».

Il SAPPE sottolinea «siamo vicini ai colleghi di Pisa che hanno deciso di esternare la loro rabbia “autoconsegnandosi” e rifiutando la somministrazione dei pasti, con alcuni di essi che addirittura stanno attuando lo sciopero della fame. Quanto disposto dall’Amministrazione Penitenziaria, a seguito dell’evasione dal carcere pisano di due detenuti, poi riacciuffati, è l’ennesima soluzione di rifugio adottata come sempre per cercare a tutti i costi un capro espiatorio e mascherare quell’inerzia e quelle incapacità Nazionali, regionali e locali della politica penitenziaria. Ancora una volta non possiamo condividere queste scelte approssimative. Le responsabilità le ha anche e soprattutto chi ha tolto il direttore titolare dalla guida dell’istituto (Vittorio Cerri) per “parcheggiarlo” nei più confortevoli uffici del Provveditorato di Firenze, mettendo così in capo alla direzione un funzionario senza alcun tipo di esperienza! Non solo. E’ da anni che denunciamo la grave criticità dell’Istituto Don Bosco di Pisa. Basti pensare che sono innumerevoli le denunce del SAPPe sulla carenza di personale di polizia penitenziaria, sul sovraffollamento dei detenuti, sull’elevato rischio aggressioni e sulla fatiscente struttura, senza che siano mai stati effettuati significativi lavori di manutenzione in campo edilizio. Già qualche anno fa, a seguito di una visita all’interno dell’Istituto, segnalammo che alcuni reparti erano ai limiti della decenza e della salubrità per i poliziotti penitenziari, con le tinteggiature alle pareti e le infrastrutture interne risalenti a chissà quale legge finanziaria, con i cancelli richiudibili solo manualmente e la rara automazione, icona della razionalizzazione delle risorse, vittima della mancata manutenzione. Nonostante le nostre denunce e l’evasione del luglio 2010 nulla è stato fatto per migliorare la sicurezza dell’istituto e le condizioni di vivibilità dei poliziotti penitenziari. A nulla sono valse le innumerevoli richieste di convocazioni della Segreteria Regionale del SAPPE al Provveditorato regionale sulla grave e persistenza situazione pisana. E’ da anni che Pisa, ma tutta la Toscana penitenziaria, è abbandonata a se stessa, con l’attuale Provveditore regionale perennemente assente. Ci si chiede: cosa aspetta il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ad avvicendare l’attuale Provveditore Regionale della Toscana?»

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