Carcere di Airola (BN): poteva essere una fuga di massa

uil_penitenziariRoma, 27 ott – “Se non ci fosse stato il tempestivo intervento di un agente penitenziario, oggi parleremmo di evasione di massa dall’IPM di Airola. Dopo la colluttazione al refettorio, infatti, alcuni detenuti impossessatisi delle chiavi hanno aperto le celle di una sezione. Il coraggio e la tempestività dell’agente , che ha fatto in tempo a chiudere il cancello di sbarramento, ha evitato che altri detenuti potessero evadere. Anche se c’è da sottolineare che alcuni , pur potendo,  non hanno inteso evadere,  attraverso la strada aperta loro dai quattro fuggiaschi ”

Lo dichiara Eugenio SARNO, leader della UIL PA Penitenziari che in mattinata ha sentito al telefono la Direttrice dell’Istituto e il Capo del Dipartimento della Giustizia Minorile, Bruno Brattoli
“Purtroppo un agente ha riportato un grave trauma facciale con la perdita di quattro denti causa  le testate ricevute. Gli altri due sono in evidente stato di shock . Ho parlato con il Direttore della struttura e con il Capo del DGM. Entrambi ho espresso le nostre preoccupazioni ma al tempo stesso la nostra vicinanza,  avendo ben presente in quali difficoltà sono chiamati ad operare. Il fatto stesso che alle 20.00 di ieri sera erano solo cinque gli agenti in servizio la dice lunga sulle condizioni operative. Ho voluto, altresì, esprimere al Pres. Brattoli il nostro apprezzamento per aver voluto incontrare il personale, sino a notte fonda,  offrendo loro una vicinanza non formale anche a nome del Ministro Alfano. Il Capo del DGM, inoltre,  mi ha anticipato l’intenzione di volere esperire ogni utile tentativo affinchè all’agente ferito si possano garantire le cure mediche e le spese per i necessari, costosi,  interventi odontoiatrici. Per l’agente che ha sventato l’evasione il Capo del DGM sta pensando di proporlo per un encomio. Noi auspichiamo che tale riconoscimento possa essere esteso a tutto il personale in servizio,  che ha comunque opposto una strenua resistenza ai rivoltosi, poi evasi,. Ovviamente i rapporti di forza ( 43 i detenuti presenti)   hanno fatto soccombere i cinque  poliziotti penitenziari”

Inevitabilmente l’evasione di ieri sera riaccende polemiche mai sopite sull’impiego dei poliziotti penitenziari al’interno del circuito minorile
“Purtroppo spesso si tende a minimizzare lo spessore criminale di soggetti detenuti nel circuito minorile. E’ un grave errore di sottovalutazione. I fatti ci dicono che frequentemente minori occupano posti di rilievo e di comando all’interno del crimine organizzato. Soprattutto in alcune aree del Paese, come la Campania. Per loro deve essere attivato un circuito con sistemi di sicurezza idonei e automatizzare il trasferimento negli istituti per adulti appena raggiungono la maggiore età. Un approccio- sottolinea il Segretario della UIL PA Penitenziari –  troppo romantico determina errori irreparabili. Per questo contesto le affermazioni del Presidente del Tribunale per i Minori di Roma,  Melita Cavallo (peraltro già Capo del DGM) quando afferma, come ha fatto alcuni giorni fa,  che  c’è una presenza massiccia di poliziotti penitenziari all’interno delle carceri per minorenni …. Evidentemente i fatti di Airola sono anche conseguenza della sua gestione quando era a capo del DGM.“

La UIL sollecita il Ministro Alfano a riconsiderare la paventata soppressione del DGM
“Da quanto accaduto ieri ad Airola si può trarre la determinazione che sopprimere il Dipartimento della Giustizia Minorile , paventato nel progetto di riorganizzazione del Ministero della Giustizia, può essere di grave nocumento per la sicurezza. Noi riteniamo che il DGM possa e debba assolvere a funzioni specifiche . Occorre, però,  sburocratizzare le procedure ed affermare una operatività efficiente. Oggi – conclude SARNO –  il DGM è ancora legato a logiche di spartizione del potere ministeriale, si pensa sempre più alle poltrone e sempre meno ai propri doveri. Su questo fronte il Pres. Brattoli e lo stesso Ministro Alfano devono essere più presenti ed incisivi“

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