Calabria, SAPPE: nella terra della ‘ndrangheta lo Stato non nomina il dirigente delle carceri

amministrazione-penitenziaria-targaPer il SAPPE è assurdo: la situazione penitenziaria è emergenziale. Roma, 1 set – «Oggi la ‘ndrangheta è considerata e riconosciuta come la più pericolosa organizzazione criminale del mondo, con numerose ramificazioni all’estero, eppure nella Regione in cui è nata, sviluppata e ramificata, la Calabria, nelle cui carceri molti delinquenti sono affiliati ad essa, il Ministero della Giustizia e il DAP, lo Stato, in quattro anni non hanno ancora nominato il Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, che deve coordinare le politiche della sicurezza nelle 13 carceri calabresi nelle quali oggi sono detenuti più di 2.650 persone. Credo che il Ministro Guardasigilli Annamaria Cancellieri debba porre la questione penitenziaria calabra tra le priorità d’intervento della sua agenda».

Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).

«Nelle carceri calabresi è sempre più emergenza. Com’è noto- prosegue il leader del SAPPE, da quattro anni, manca un provveditore regionale. L’amministrazione penitenziaria, dopo la morte di Paolo Quattrone, non è più riuscita a nominare un provveditore in pianta stabile. Continua ad esserci un provveditore in missione, per pochi giorni alla settimana. A Catanzaro c’è un nuovo padiglione che non può essere aperto per carenza di personale; nello stesso istituto c’è un centro clinico che non può essere utilizzato, sempre per mancanza di personale. A Paola è stato aperto un nuovo padiglione detentivo, senza un adeguato incremento di organico».

«La situazione – avverte Capece – peggiora sempre di più a Reggio Calabria, soprattutto dopo l’apertura del nuovo istituto di Arghillà , dove, per 150 detenuti sono stati assegnati circa 40 unità di personale, dei quali dieci non hanno mai raggiunto la sede. Pertanto, la direzione del vecchio istituto è stata costretta ad inviare 28 unità, depauperando l’organico di una struttura già in gravi difficoltà, a causa, proprio, della carenza di personale e del sovraffollamento che colpisce anche gli istituti di Locri e di Palmi. L’Istituto di Crotone è sempre parzialmente chiuso, a causa dei lavori di ristrutturazione. A Rossano ci sono 317 detenuti, dei quali 140 appartenenti al circuito alta sicurezza. Bisogna ricordare che in Calabria ci sono circa 900 detenuti appartenenti alla criminalità organizzata che necessitano di maggiori controlli e molti di questi fanno quotidianamente la spola con le aule di giustizia, per i tanti processi ai quali sono sottoposti».

«A Vibo Valentia, poi, mancano più di 30 agenti dalla pianta organica attuale del Reparto. Il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE, auspica pertanto un interessamento diretto del Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri sulle criticità penitenziarie calabresi, definendo la nomina del Provveditore regionale penitenziario e favorendo la revisione delle piante organiche della Polizia Penitenziaria in Calabria in relazione alle esigenze attuali».

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