Cagliari, alta tensione nel carcere di Quartucciu: tentata rivolta e poliziotti aggrediti

polizia-penitenziariaRoma, 12 ott – «La situazione penitenziaria è sempre più incandescente. Ogni giorno registriamo manifestazioni e proteste di detenuti sempre più violente. Le istituzioni e il mondo della politica non possono più restare inermi e devono agire concretamente. Sconcerta ed inquieta, ad esempio, quanto avvenuto l’altro ieri nel carcere minorile di Quartucciu a Cagliari. Un gruppo di giovani detenuti ha infatti dato vita ad una rivolta nella struttura penitenziaria distruggendo suppellettili e materiale vario delle celle e della sezione detentiva. Inizialmente la forma di protesta si è materializzata sbattendo oggetti contro i cancelli e le inferriate, ma nonostante i vani tentativi di mediazione posti in essere dall’esiguo numero di personale di Polizia penitenziaria presente, valorosi colleghi ai quali va tutta la solidarietà del SAPPE, i detenuti non hanno esitato a mettere in atto atti violenti, che si sono concretizzati con il ferimento di due agenti. Esprimo dunque sincera preoccupazione se le tensioni che già da molto tempo si registrano nei penitenziari per adulti iniziano a verificarsi anche nelle strutture detentive per minori. La tensione è alta non solo nelle carceri per adulti ma anche in quelle per minori. E questo non è certo un segnale positivo».

E’ quanto Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione di Categoria.

«Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE segnala come il personale di Polizia Penitenziaria di Quartucciu, prontamente intervenuto nel fronteggiare l’emergenza, si sia ancora distinto con professionalità e spirito di servizio nell’evitare che la situazione, già molto critica, degenerasse ulteriormente confermando così la particolare attenzione durante lo svolgimento del servizio, soprattutto in un contesto, quello minorile, che ha in carico per lo più soggetti particolarmente vulnerabili, considerata la giovane età e talvolta la mancanza di concreti punti di riferimento affettivi, familiari, educativi. E’ ancora una volta solo grazie alla professionalità, alle capacità, all’umanità ed all’attenzione del Personale di Polizia Penitenziaria che una situazione pur ad alta tensione è stata stemperata dal tempestivo intervento degli agenti penitenziari».

Capece sottolinea «che alla data del 15 settembre scorso erano 526 i minorenni detenuti negli Istituti di Pena per minori italiani» ed evidenzia come «anche altri episodi critici accaduti e che accadono nelle carceri per adulti confermano l’emergenza penitenziaria. E’ del tutto evidente che la tensione nelle carceri, caratterizzata dai problemi connessi alla detenzione ed alla promiscuità, sta salendo in maniera esponenziale. Eppure anche i numerosi richiami del Presidente della Repubblica sulla criticità situazione penitenziaria del Paese non sembrano suscitare l’attenzione di una classe politica colpevolmente distratta. E’ importante che il Governo ed il Parlamento mettano concretamente mano alla situazione penitenziaria del Paese, ormai giunta ad un livello emergenziale, come anche i gravi fatti di Quartucciu testimoniano».

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