Cacerri, SAPPE: 177 delle 204 carceri italiane fuori-legge

logo_sappe298Roma, 18 nov – “Oggi, 18 novembre 2009, ben 177 delle 204 carceri italiane sono sovraffollate oltre il limite tollerabile. In altre parole, più dell’85% degli istituti penitenziari per adulti sono fuori legge! Da gennaio 2009 fino ad oggi le persone detenute in carcere sono passate da 59.060 a 65.702, con un incremento dell’11% ed una media di circa 670 persone in più ogni mese. A gestire questa drammatica situazione 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, c’è solo la Polizia Penitenziaria che nello stesso periodo è scesa di 552 unità nonostante gli ingressi di oltre 200 Agenti in prova nei mesi scorsi. Questa è la realtà che si cela dietro i tragici fatti di queste settimane, rispetto alla quale anche il mondo della politica ha letteralmente preso in giro poliziotti e detenuti con promesse e chiacchiere al vento. Non ci rimane che rivolgerci al Capo dello Stato in qualità di garante della Costituzione.”

E’ quanto dichiara Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, commentando i dati penitenziari nazionali aggiornati alla data di oggi, 18 novembre 2009.

“Ci chiediamo dove sono ora le centinaia di persone tra parlamentari, consiglieri regionali e provinciali che hanno aderito all’iniziativa dei Radicali di visitare le carceri lo scorso ferragosto? Che cosa hanno “prodotto” queste persone in virtù dei loro mandati rappresentativi? I giorni seguenti quella storica visita abbiamo chiesto a chi ha organizzato e partecipato a quella storica sequenza di visite, di intervenire e confrontarsi politicamente entro i successivi cento giorni. Oggi, scaduti quei cento giorni, quali sono i frutti di quelle visite ipocrite? Ognuna di quelle persone, nessuna esclusa, si può ritenere politicamente responsabile di quello che sta avvenendo all’interno degli istituti penitenziari della Repubblica Italiana, in cui i suicidi e i decessi che tanto fanno scalpore sono solo la punta dell’iceberg. Lo sa bene la Polizia Penitenziaria che è l’unica rappresentante dello Stato che sta fronteggiando questa emergenza, ma oltre il danno di essere gli unici esposti a malattie come l’HIV, la tubercolosi, la meningite e altre malattie che si ritenevano debellate in Italia, si aggiunge l’altro danno di essere considerati i responsabili di questa situazione, come se gli oltre 38 mila Agenti non vedessero l’ora di abbandonare le proprie famiglie per andare a lavorare in carceri maleodoranti ai limiti del Terzo mondo, esposti a malattie contagiose, senza la retribuzione delle ore di straordinario effettuate per coprire la carenza di organico che una classe politica si ostina a non considerare. Fino ad ora siamo stati gli unici a pagare, anche in termini di vite umane spezzate dallo stress generato da tali condizioni lavorative. Non ci rimane dunque che rivolgerci al Capo dello Stato in qualità di garante di quella Carta costituzionale che nelle carceri italiane viene violata ogni giorno, ogni ora, ogni minuto laddove ormai, a causa del sovraffollamento, la detenzione consiste ‘in trattamenti contrari al senso di umanità’.”

Le statistiche penitenziarie aggiornate alla data odierna

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