Aversa: ancora un suicidio tra i poliziotti penitenziari

polizia-penitenziaria2Il SAPPE: “colpevoli anche delle diffuse indifferenze dell’Amministrazione Penitenziaria”. Aversa (CE), 3 giu – “A.A.Q., 44 anni, era un Assistente Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria in servizio nella Scuola di Formazione di Aversa e si è suicidato questa mattina nella zona periferica di Teverola, in provincia di Caserta, dopo essere stato dimesso dall’Ospedale Civile. Aveva già tentato il suicidio un anno e mezzo fa ma sembra che l’Amministrazione penitenziaria avesse colpevolmente sottovaluto il grave precedente”.

Non nasconde la sua ira Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri che commenta: «In pochissimi mesi abbiamo avuto colleghi suicidi a Busto Arsizio, Trapani, Formia, San Vito al Tagliamento, Battipaglia, Torino, Mamone Lodè, Caltagirone e Viterbo. E dal 2000 ad oggi sono stati circa 100 i poliziotti penitenziari che si sono uccisi, 1 direttore di istituto (Armida Miserere, nel 2003 a Sulmona) e 1 dirigente regionale (Paolino Quattrone, nel 2010 a Cosenza). Eppure l’Amministrazione penitenziaria continua a trascurare e sottovalutare il disagio lavorativo dei poliziotti…. Ora chi ha colpe paghi, ma paghi davvero la propria superficialità».

«La notizia di un nuovo suicidio tra gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria ci sconvolge» conclude. «L’ennesima tragedia tra i Baschi Azzurri dovrebbe fare seriamente riflettere tutti coloro che colpevolmente hanno trascurato e trascurano il disagio lavorativo dei poliziotti penitenziari. Non è più possibile assistere inermi a queste morti assurde. Proprio il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria accertò che i suicidi di appartenenti alla polizia penitenziaria, benché verosimilmente indotti dalle ragioni più varie e comunque strettamente personali, siano in taluni casi le manifestazioni più drammatiche e dolorose di un disagio derivante da un lavoro difficile e carico di tensioni. Ma non è stato in grado di predisporre alcun intervento concreto risolutivo, anche per le diffuse colpe di Capi Dipartimento, Direttori Generale, Provveditori Regionali, direttori di carcere e di scuole, come quella di Aversa. Quanti si sono premurati di verificare davvero le condizioni di disagio dei poliziotti? Quanti hanno messo in campo efficaci strategie per contrastare il disagio lavorativo, anche attraverso collaborazioni con centri di ascolto? Sono probabilmente meno delle dita di una mano. E questa è una vergogna, una colpevole vergogna».

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