Spending Review: SIULP, allarme rosso per l’ennesima truffa ai poliziotti

polizia-auto0Roma, 11 lug – «Assicurare e rassicurare: queste le parole d’ordine che il Governo ha cercato con tutti i suoi strumenti di veicolare ai poliziotti, ormai stremati per le condizioni in cui sono costretti a lavorare, e ai cittadini preoccupati che la spending review si tramutasse nell’ennesimo taglio lineare che annullasse la loro sicurezza. Purtroppo, come in tutte le “truffe” che si rispettano, anche quella del Governo Monti è stata scoperta con tutto il carico di raggiri e artifizi che provocheranno un vero e proprio terremoto nel mondo della sicurezza, per la stessa sicurezza dei cittadini, il tutto ancora una volta a favore di operazioni inutili e di facciata. Insomma una vera e propria “cheat”, degna del mitico film in cui Totò vendeva la fontana di Trevi, operata con flemmatico stile british».

Lo afferma Felice Romano, Segretario Generale del SIULPche, nel ribadire come sia veramente inaudito, già dal  2012, dover registrare quella che può essere definita una vera e propria aggressione alle Forze di polizia e alla sicurezza dei cittadini e del Paese in relazione a quanto previsto dal decreto sulla spending review.

«Nonostante le assicurazioni e le rassicurazioni del Governo che il comparto sicurezza non avrebbe subito tagli, rincara Romano, oggi prendiamo atto che il provvedimento prevede le condizioni per chiudere numerose questure in molte province, un ulteriore taglio netto di 131 milioni di euro e, cosa ancora più grave il taglio del ripianamento del turn over. Come pensa di continuare a garantire la sicurezza questo Governo, si chiede il SIULP, quando ha introdotto la norma che, oltre alle 15.000 unità di carenza di organico già esistenti, oggi aggrava la situazione legiferando che solo il 20% delle vacanze che si creano potranno essere ripianate?»

«Una vera e propria tragedia che rischia di provocare un ulteriore vuoto di organico di oltre 5000 unità, che si aggiungeranno alle 15.000 già esistenti, e che rischiano di far collassare il sistema, già provato e in seria difficoltà per i tagli lineari subiti e per l’età media molto alta dei colleghi in servizio. Altro che provvedimento per l’obbligo di impiego degli under 32 in servizi operativi».

«Chi dirà ai 2800 giovani, si infuria Romano, che dopo aver prestato servizio nelle Forze armate per poter fare il poliziotto e dopo aver vinto un concorso pubblico regolarmente indetto, solo 560 di loro potranno coronare il sogno di lavorare al servizio del Paese e dei cittadini? Una situazione veramente paradossale degna della famigerata torre di Babele.

Ma la cosa più grave, insiste Romano, è che tutto ciò non è frutto delle esigenze economiche che hanno imposto queste scelte: esse sono il risultato di una volontà precisa del Governo».

«Mentre, infatti, si taglia sulla sicurezza dei cittadini e sulla pelle dei poliziotti, si continua lo sperpero della mini naja, anche se il finanziamento è stato ridotto di poco, e con il rifinanziamento dell’impiego dei militari in alcune città che costerà ben 78 milioni di euro anche per il 2013, somma questa che consentirebbe di assumere tutti e 2800 i vincitori del concorso per l’anno 2012. A fianco a questo l’aumento di un miliardo di euro per le spese militari per le missioni all’estero. Il SIULP non ci sta e si mobiliterà per difendere il diritto alla sicurezza dei cittadini e del Paese, a favore dei 2240 giovani che secondo la spending review resteranno a casa e non potranno fare i poliziotti e per i colleghi in servizio che, a proposito di economia, non sanno più “a chi dare i resti” attese le condizioni in cui sono costretti a lavorare anticipando di tasca propria i soldi per la sicurezza.

Per questo, conclude Romano, e per evitare manifestazioni che nessuno si augura di dover attuare, facciamo appello al Parlamento per correggere, in sede di conversione, quella che può essere definita “la messa in liquidazione” della sicurezza nel nostro Paese».

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.