Spending Review: SIULP, allarme per le gravissime ripercussioni sulla sicurezza

poliziottiRoma, 30 lug – «Il taglio drastico sul turn over al 20% delle vacanze che si determineranno, peraltro da quanto appreso dai lavori parlamentari già derogato per la sola Polizia Penitenziaria, e la cancellazione di circa 40/50 province avrà una ricaduta gravissima sulla sicurezza dei cittadini».

Lo afferma Felice ROMANO, Segretario Generale del primo sindacato della Polizia di Stato che manifesta tutta la fortissima preoccupazione per la tenuta della sicurezza e dell’ordine pubblico in Italia per effetto dei drastici e lineari tagli che il decreto sulla spending review sta per calare sul comparto sicurezza e difesa.

«Siamo allarmati e preoccupati – continua Romano – anche per il silenzio del ministro Cancellieri al quale, già da tempo, abbiamo richiesto un nuovo incontro per analizzare le pesantissime ricadute sulla sicurezza dei cittadini che saranno prodotte dal provvedimento in esame al Senato e, in particolare, per effetto della nuova organizzazione amministrativa dello Stato che il provvedimento prevede. La legge di riforma della sicurezza, L.121/81, è basata sul principio dell’Autorità di P.S. nazionale e provinciale alle quali si affiancano quelle locali dei dirigenti i commissariati distaccati e dai Sindaci dei comuni ove non insiste un commissariato di polizia. Stravolgere l’asseto provinciale può significare la cancellazione delle questure e quindi delle Autorità di P.S. provinciali con danni inimmaginabili e gravissimi ai fine della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica».

«Se a tutta questa incertezza, sulla quale il Ministro deve dare rassicurazioni ai poliziotti e ai cittadini – spiega Romano -, si aggiungono i tagli ai capitoli di bilancio per oltre 200 milioni l’anno che si sommano ai 3 miliardi e mezzo di tagli già operati, le prospettive sono veramente buie e foriere di uno stato di totale collasso del sistema. Un solo esempio per tutti: già oggi i poliziotti sono costretti ad anticipare i soldi per catturare i pericolosi latitanti o espellere i clandestini alla frontiera, per non parlare dell’acquisto dei beni di prima necessità come carta, toner e condizionatori per far funzionare gli uffici di polizia, anche se non possono sostituirsi nell’acquisto di cartucce per le armi che, per effetto dei tagli già operati e che non tengono conto dei nuovi che la spending review aggraverà, oggi soddisfano appena un quarto delle esigenze di addestramento e nulla per il funzionamento».

«È necessario, pur nell’emergenza – chiude Romano -, che il Governo decida le priorità nelle necessità e che il ministro Cancellieri chiarisca quale modello di sicurezza o di non si sicurezza si sta generando dallo sforbicio dei “ragionieri” in modo da garantire le peculiarità dello status e della mission del comparto sicurezza».

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.