Sicurezza: Torino, aggressione a poliziotti atto vile ma anche campanello d’allarme per tenuta sociale

casco-rotto-poliziaRoma, 18 apr – «L’aggressione dei due poliziotti della Digos di Torino ad opera di sedicenti appartenenti ad un locale centro sociale, oltre ad essere l’ennesima vile aggressione di cui i poliziotti sono vittime quotidianamente nel silenzio assordante anche di gran parte degli organi di informazione, rappresenta l’ennesimo trillare del campanello di allarme sulla tenuta sociale».

Lo afferma Felice ROMANO, Segretario Generale del SIULP che, «oltre ad esprimere solidarietà e vicinanza ai due colleghi oggetto dell’aggressione ma anche ferma condanna nei confronti degli autori per le modalità con cui il vile atto si è consumato, richiama l’attenzione della politica e del Governo sulla grave e crescente deriva che si sta registrando nel Paese, sia per effetto della grave crisi ma, soprattutto per il pericoloso vuoto che si registra nelle istituzioni. Non esistono giustificazioni che possano avallare una così grave e premeditata aggressione; questi delinquenti hanno colpito in modo violento e organizzato. Quello che preoccupa, oltre alla esposizione a cui, troppo frequentemente sono esposti i poliziotti per questioni che non possono essere risolte dalla polizia, e’ la sfrontatezza e la certezza della totale immunità».

«Questi delinquenti – continua Romano – aggrediscono i poliziotti perché li vedono come gli unici rappresentanti di uno Stato che oltre ad essere completamente assente è anche sempre più latitante rispetto alle esigenze dei cittadini. Tutto sta diventando un problema di ordine pubblico, e quindi di polizia, solo perché i poliziotti sono gli unici ad essere presenti, visibili e che si adoperino per cercare di dare una soluzione alle istanze dei cittadini. Ecco perché diventano i bersagli di ogni forma di violenza o di contestazione. Questo, purtroppo ci riporta la mente a scene di una fase storica che tutti auspicavamo non appartenere mai più al nostro Paese e ai suoi cittadini».

«Per questo – conclude Romano – faccio appello alla politica affinché, oltre alle questioni partitiche ritorni ad interessarsi anche dei problemi del Paese e soprattutto dei cittadini. Perché anche negli anni di piombo Torino rappresentò uno dei teatri dal quale parti l’aggressione eversiva».

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