Sicurezza: SIULP, tagli non più sopportabili, sono demotivazioni e freno per poliziotti

polizia-auto-notte1Roma, 5 dic – «Comprendiamo i toni rimodulati nelle nuove dichiarazioni del Capo della Polizia Prefetto Pansa relativamente ai tagli e all’insufficienza delle risorse per garantire l’adeguata sicurezza che il Paese rivendica, sono consoni al livello di responsabilità istituzionale del ruolo che ha il Capo della Polizia – Direttore Generale della P.S. anche se non sono rispondenti al grido di allarme e di attenzione che si leva dai poliziotti e dai cittadini».

«La reale situazione in cui versa la “macchina sicurezza”, però è quella denunciata, sempre dal Prefetto Pansa alcuni giorni orsono – che, in sintesi poteva essere così racchiusa: con l’attuale carenza di organico e con le insufficienti risorse destinate e sopravvissute alla mannaia dei tagli indiscriminati, la Polizia non può garantire maggiore sicurezza – e che rispecchia quello che il SIULP sta denunciando ormai da anni cercando di far comprendere al Governo che è indispensabile invertire l’azione e ricominciare ad investire sulla sicurezza e sui suoi operatori».

Ad affermarlo in una nota è il Segretario Generale del SIULP Felice Romanoche, nel commentare le affermazioni del Capo della Polizia, rilasciate a latere della presentazione del calendario del 2014, e relative alla grave situazione dei tagli, afferma che «l’attuale situazione non può essere da stimolo ma solo di “sanitaria vigilanza” all’eutanasia cui la sicurezza è stata condannata, con relativo epilogo scontato del trapasso, e che se non si interviene immediatamente ci sarà il default della sistema».

«Che il Prefetto Pansa sia “stretto” dagli obblighi della responsabilità istituzionale che il proprio alto incarico gli impone, è un fatto scontato e obbligatorio, continua Romano, così come, però è scontato l’esito del tracollo del sistema se il Governo non interviene immediatamente per investire sulla sicurezza e sui suoi operatori che, ormai sono alla “canna del gas” e corrono il rischio di morire per asfissia o per eutanasia considerato che tra le nuove e migliaia famiglie di indigenti vi sono oramai tante, troppe famiglie anche di poliziotti».

«Ecco perché quanto denunciato dal SIULP e ripreso dal Capo della Polizia – al di là delle diverse chiavi di lettura che si possono dare – sono una realtà di allarme rosso che il Governo non può e non deve ignorare nell’interesse della sicurezza dei cittadini, del paese e per gli stessi poliziotti. Giacché gli stimoli, le promesse e i pagheremo come incentivazioni a fare di più sono ormai merce avariata e non più ricevibile dai poliziotti».

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.