Sicurezza: Siulp ringrazia La Russa per la solidarietà di circostanza ma gli chiede fatti e non parole

larussa7Roma, 11 dic – Dopo le dichiarazioni del ministro La Russa, rilasciate in occasione della premiazione dei Carabinieri del Gruppo di Monza, con le quali il ministro ha ammesso che i tagli che manderanno al collasso il sistema sicurezza ci sono stati , anche se “sono frutto di necessità che derivano da momenti internazionali di crisi”, il SIULP pur ringraziando il ministro per la solidarietà di circostanza, lo invita a fare più fatti in aiuto degli uomini e delle donne in uniforme per evitare che il sistema collassi.

Ad affermarlo Felice Romano Segretario Generale del SIULP il quale, sottolinea che il sostegno di cui hanno bisogno le donne e gli uomini in divisa è soprattutto quello concreto, e non morale che ci è riconosciuto costantemente dai cittadini tantè che nella graduatoria di gradimento collocano la Polizia di Stato al primo posto tra le Istituzioni, solo dietro il Presidente della Repubblica, e che pertanto si aspetta dal ministro della difesa un impegno concreto insieme al ministro Maroni affinché il patrimonio di capacità e di professionalità delle forze dell’ordine, per non farlo disperdere, sia riconosciuto anche in sede di assegnazione delle necessarie risorse per farlo funzionare.

«Gli impegni assunti solennemente dal Governo circa il riconoscimento della specificità dei lavoratori del Comparto Sicurezza, qualora non sarà approvato l’emendamento presentato alla conversione in legge del pacchetto sicurezza, già ritirato alla Camera, rischiano di diventare una beffa oltre che un danno a questi professionisti che negli ultimi due anni hanno assestato durissimi colpi alla criminalità organizzata anche attraverso la cattura di 28 dei 30 più pericolosi latitanti della criminalità organizzata».

«Per questo – conclude Romano – ci aspettiamo che la solidarietà espressa dal ministro La Russa si trasformi in azione concreta per evitare il collasso del sistema e il blocco dell’operatività della funzione di polizia, così come è stato previsto dal decreto Tremonti varato questa estate. Diversamente rimarrebbero solo buone intenzioni e l’ennesimo tradimento a chi quotidianamente garantisce la sicurezza e la democrazia di questo Paese».

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