Sicurezza, Siulp: operazione “strade sicure” spesa inutile

stradesicure1Roma, 5 ago – “Esprimiamo il massimo apprezzamento per la costanza e la pervicacia con cui il Ministro La Russa si impegna per rendere sicure le strade del nostro Paese attraverso l’inedito utilizzo dei militari”.
Ad affermarlo Felice Romano Segretario Generale del SIULP il quale, nel premettere che “la sicurezza interna del Paese è appannaggio del Ministro degli Interni e non di quello della Difesa – per cui bene farebbe La Russa se lasciasse fare l’Onorevole Maroni che su questo terreno sicuramente non lesina in impegno e caparbietà – riconferma, per la sicurezza l’inutilità, oltre all’enorme costo, dell’impiego dei militari nei servizi di polizia finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati nelle nostre città”.

“Non è assolutamente in discussione – continua Romano – l’altissima professionalità dei colleghi militari per interventi su scenari di guerra, perché questa è l’alta formazione somministrata alle nostre Forze Armate, ma una cosa è la cultura del nemico da abbattere quando oltrepassa ‘il limite invalicabile’, un’altra cosa è la gestione del disagio sociale, dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica o dell’investigazione finalizzata alla repressione delle attività criminali”.
“Se a questo si aggiungono gli enormi costi (circa 62 milioni di euro l’anno) necessari a garantire questa operazione, oltre alla necessità di distogliere i poliziotti dal loro impegno quotidiano per ‘scortare’ i militari, il bilancio che ne viene fuori, al di là dei comportamenti dei singoli militari, è incontrovertibilmente negativo”.

“La questione vera allora è un’altra – ribatte Romano. Considerato che gli eccellenti risultati, ottenuti in questo anno contro la criminalità, sono il frutto di delicate e lunghe investigazioni, nelle quali chiaramente i militari non possono essere e non sono utilizzati, e che il loro impiego comporta anche il distogliere i poliziotti dai compiti di prevenzione nelle città dalle quali provengono per essere aggregati nelle realtà ove è previsto l’impiego dei militari, quello che emerge, e che chi ne ha il dovere istituzionale fa finta di non vedere, è la necessità di rivedere il sistema difesa rispetto alle effettive esigenze che il Paese ha”.

“Se il personale nelle Forze Armate è troppo, tanto da richiedere la ricerca continua di nuove modalità di impiego diverse dai loro compiti tradizionali, che allora si abbia il coraggio di affrontare la questione nella sua vera essenza. Giacché una razionalizzazione del sistema difesa potrebbe consentire un risparmio e recupero di risorse da reinvestire sul sistema sicurezza. Quest’ultimo, infatti oltre alla necessità di una razionalizzazione dei presidi, che di per sé comporterebbe una migliore distribuzione delle risorse disponibili in relazione alle mutate ed accresciute esigenze di sicurezza che il Paese promana, sicuramente necessita di maggiori stanziamenti per mantenere alta ed efficiente la lotta alla criminalità”.
“Il resto, conclude Romano, se non si va al cuore del problema come poc’anzi detto, resta solo la solita trovata estiva di cui far parlare sotto gli ombrelloni”. ico_commenti Commenta

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.