Sicurezza; ministro Alfano, no a codice identificativo sul casco

AlfanoRingraziamenti del SIULP. Roma, 20 dic – «Ringrazio a nome del SIULP e di tutti i colleghi il Ministro Alfano per la sua posizione netta e contraria rispetto all’inserimento del numero identificativo sui caschi dei poliziotti. Sarebbe facile fare retorica citando le difficoltà economiche, dopo i tagli scellerati per oltre 4 miliardi di euro grazie ai quali oggi i poliziotti non possono, pur volendo, avere un casco personale per i servizi di ordine pubblico così come per tanti altri strumenti e mezzi per fare la lotta alla criminalità organizzata e a quella diffusa che tanto allarme provoca nelle nostre città».

E’ quanto dichiara il segretario generale del sindacato di polizia SIULP, Felice Romano, in una nota.

«In questa sede però ciò che conta – prosegue Romano – è la risposta netta di contrarietà che il Ministro Alfano ha dato sui numeri identificativi, dimostrando una conoscenza del grave disagio che vivono i poliziotti che comunque non li ferma nel continuare a servire il Paese, i suoi cittadini, garantendo la democrazia, la coesione sociale e la lotta alla criminalità nonostante queste difficoltà e spesso anticipando di tasca propria i soldi per arrestare mafiosi, camorristi ma anche rapinatori e scippatori e i corruttori che tanto male fanno alla nostra società».

«Nelle condizioni attuali e senza cambiare il quadro normativo, come avvenuto in altri paesi d’Europa, l’inserimento del numero identificativo sarebbe solo un ulteriore attacco alle donne e agli uomini della Polizia di Stato che nonostante tutto continuano a sacrificarsi a difesa delle istituzioni e per la sicurezza del Paese. Così come non abbiamo risparmiato critiche e chiamate a responsabilità del Ministro Alfano, quando non abbiamo condiviso le sue posizioni sui poliziotti e sulla sicurezza, oggi per il senso di lealtà e nel solco della critica costruttiva che mai ha abbandonato il SIULP diciamo: bene Ministro Alfano».

«In un momento di così grave disagio – conclude la nota – sapere che il Ministro è consapevole delle difficoltà dei poliziotti e si fa interprete delle loro aspettative difendendoli è un segnale forte che ci porterà ad operare ancora di più e meglio nonostante le difficoltà».

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