SICUREZZA, MARTINSICURO (TE): LA POLIZIA? NON C’E’ PIU’ E SI VEDE!

commercio_abusivoA 24 ore dall’addio degli uomini dei Reparti Prevenzione Crimine, tutto torna come prima o quasi (di Williams Di Mizio).

Martinsicuro, 13 LUG – È innegabile che la Polizia di Stato, nella nostra città, ha fatto un egregio lavoro. Arresti, fermi e denunce di pericolosi criminali, spacciatori, prostitute, sfruttatori, clandestini e così via dicendo.

In pratica, gli agenti dei Reparti Prevenzione Crimine di Milano e Potenza, hanno riportato la legalità e l’ordine dove queste regole di vita quotidiane erano scomparse da molto tempo.

Ma come si suol dire, ci vuole tanto per creare e poco per distruggere!

La presenza dei terremotati aquilani nelle strutture ricettive martinsicuresi sono diminuite, il G8 è terminato e l’aggregazione degli uomini della Polizia di Stato (già prolungata per lo svolgersi del summit degli otto potenti della terra) è terminata.

Ieri sera nella classica passeggiata serale sul lungomare, martinsicuresi e turisti, sono stati accolti da una centinaia di extracomunitari irregolari che con il loro tipico folclore, hanno impiantato ben CINQUANTANOVE teli stesi sull’asfalto, sui quali sono poggiate: borse, calzature, cinte, cd e dvd tutti falsificati.

Né un Vigile Urbano né tantomeno un Carabiniere o Finanziere si è visto per tutta la serata transitare sulla promenade rivierasca.

Martinsicuro non è assolutamente una città razzista, ancor meno lo sono i cittadini che vi risiedono, ma l’abusivismo commerciale come l’immigrazione clandestina ed il lavoro nero, sono la punta dell’iceberg di un tessuto criminale che era stato lacerato dalla certosina opera della Polizia di Stato, ma che se non fermato sul rinascere potrebbe creare ancor più gravi problemi, di quanti ne ha creato in precedenza.

Tutti i cittadini stanno già lamentando insofferenza e disgusto per questo iniziale stato di regressione che indubbiamente se non arginato all’istante, tornerà ai vecchi fasti, facendo ripiombare la città nell’oblio dell’illegalità.

Lo scrivente, volutamente, non vuol trarre le conclusioni di quanto sopra asetticamente descritto, perché è evidente che la colpa di un ritorno ad un infausto passato sarà di coloro che pur potendo, nulla faranno per evitarlo.

A buon intenditor poche parole.

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