Sicurezza e Difesa: le sigle sindacali chiedono la riapertura del tavolo contrattuale

berlusconi_maroniRoma, 23 feb. – Apertura del tavolo contrattuale del comparto sicurezza e difesa relativamente agli aspetti normativi e per la definizione della previdenza complementare e il Tfr. E’ quanto chiede – in una lettera indirizzata al ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e al ministro dell’Interno, Roberto Maroni – il “cartello” dei sindacati di polizia comprendente Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl-Polizia di Stato e Coisp.

“La complessità e l’imprevedibilità del sistema sicurezza del nostro Paese – scrivono i sindacati – anche alla luce degli scenari che si sono aperti nei Paesi nord africani che hanno una ricaduta immediata sulle condizioni generali dell’ordine pubblico del nostro Paese, impone di portare alla attenzione una considerazione che alla luce degli scenari che si stanno profilando, necessitano di un risolutivo intervento. Fermo restando la previsione normativa contenuta nell’ultima legge di stabilità, con la quale è stato previsto il blocco dei contratti per il triennio 2011-2013, le scriventi organizzazioni sindacali ritengono indispensabile un’apertura del tavolo contrattuale, anche se limitatamente agli aspetti normativi che però consentono di mutare gli assetti organizzativi del funzionamento della macchina sicurezza, in assenza dei quali, anche per le note e croniche carenze di organico anch’esse determinate dai tagli della finanza pubblica, c’è il serio e fondato rischio di non essere in grado di affrontare le emergenze che si stanno profilando”.

Per le sigle del cartello, infatti, “la possibilità di modificare gli orari di lavoro e il funzionamento delle articolazioni delle amministrazioni del comparto sicurezza, sono deputate allo strumento dell’accordo nazionale quadro che, però, a sua volta, necessita di una delega dal tavolo della contrattazione nazionale per poter intervenire e correggere le eventuali disfunzioni o carenze che l’attuale impianto prevede.

Ecco perchè siamo a richiedere, consapevoli che tale operazione non possa assolutamente comportare aggravi economici a carico delle casse dello Stato, la riapertura delle procedure negoziali sugli aspetti normativi in modo da individuare, nell’interesse comune delle istituzioni, della sicurezza del Paese e dei diritti dei lavoratori, nuovi ed adeguati strumenti che consentano di razionalizzare l’attuale organizzazione del lavoro rendendola più snella ed efficace in relazione alle mutate esigenze di sicurezza”.

Allo stesso modo, “al fine di ridurre il danno sugli aspetti previdenziali, in particolare sulle giovani generazioni, causati dalla mancata messa a disposizione delle relative risorse”, i sindacati sollecitano “l’apertura del tavolo per la definizione della previdenza complementare e dell’istituzione del TFR”.

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