Sicurezza, Cancellieri: basta tagli, serve il turnover. I sindacati: populismo e chiacchiere

polizia-auto-notteRoma, 16 ago – “Non dovremo più tagliare, ma ora dovremo cercare di ridurre il danno in modo da poter comunque garantire i livelli di sicurezza”. Lo ha affermato il ministro Anna Maria Cancellieri in diretta ieri mattina a Prima di tutto, programma di Radio 1 Rai, parlando della spending review nel comparto sicurezza. “E’ un’operazione complessa – ha spiegato il Ministro – perchè i tagli vanno fatti ma devono essere mirati e intelligenti, non a spanne o lineari. Dobbiamo garantire i livelli di sicurezza per cittadini, siamo all’opera anche per risolvere il problema del turnover perchè‚ abbiamo bisogno di forze nuove che stiano su territorio”. La Cancellieri ha concluso: “Ce la metteremo tutta: non possiamo cedere su nulla per quanto riguarda la sicurezza”.

Il ministro, nel corso dell’incontro con i giornalisti al Viminale, ha comunque confermato che i tagli ci saranno: “Sono un problema, è vero. Ma vengono fatti non perchè‚ qualcuno si diverte ma perchè‚ non ci sono risorse”. Dunque, “non c’è altra scelta”. Cancellieri ha assicurato che quando si aprirà la discussione sulla legge di stabilità, si farà tutto il possibile per “indirizzare meglio le scelte”, in particolare per quanto riguarda il problema del turnover . “L’impegno – ha spiegato – è mantenere la sicurezza facendo tagli mirati e che non colpiscano alla cieca. Lavoreremo dunque affinchè‚ i tagli vengano fatti nella maniera piò lucida possibile, per salvaguardare l’operatività delle forze dell’ordine”. “Siamo impegnati per trovare le soluzioni migliori – ha concluso il titolare del Viminale – ma è chiaro che c’è un’esigenza effettiva nel paese e tutti devono fare sacrifici”.

Il Siulp: governo populista con i cittadini e razzista con i poliziotti

«Dopo l’approvazione al Senato del testo relativo al provvedimento della spending review, anche questo governo che si era presentato sostenendo che i poliziotti e il comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico erano il cuore del Paese, oggi dimostra con chiarezza il populismo e l’intolleranza dello stesso nei confronti delle donne e degli uomini della Polizia di Stato».

Lo dice Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il più grande e rappresentativo sindacato del comparto sicurezza che già nei giorni scorso aveva lanciato l’allarme e la preoccupazione sui rischi per la sicurezza a seguito dei tagli lineari previsti nella spending review.

«Se a questo si aggiunge – conclude Romano – la perdita di circa altre 8.000 poliziotti per effetto del blocco assunzionale, la situazione è veramente tragica e paradossale; tragica perché qualcuno pensa di poter garantire la stessa sicurezza che prima veniva prodotta con 107.000 unità con 82.000 poliziotti, poiché a tanto si ridurrà l’organico per effetto della spending review, paradossale in quanto alla diminuzione delle risorse umane si accompagna anche un taglio netto di altri 200 milioni sui capitoli di funzionamento. Delle due l’una: se il personale è di meno e si vogliono gli stessi risultati è necessario recuperare parte delle risorse risparmiate dal mancato turn over per garantire il pagamento delle prestazioni aggiuntive diversamente si avrà un solo risultato, meno sicurezza e più criminalità».

Il Coisp: fumo negli occhi. La sicurezza torni nelle mani di persone competenti

«Il Ministro prenda esempio dalla vicina Francia e dal Presidente Hollande, il quale, non certo per ideologia politica, ha assicurato che nel prossimo bilancio “saranno iscritti mezzi supplementari” per le forze dell’ordine, ”dopo che per anni questi mezzi sono stati ridotti”. Questo è l’unico ragionamento sensato da fare Signor Ministro – afferma Maccari, leader del COISP – il resto è solo fumo negli occhi. La Polizia di Stato, anche più delle altre Forze di Polizia, opera in emergenza da anni, in conseguenza dei tagli di oltre 2 miliardi di euro ai propri bilanci».

«ll nostro carburante – continua Maccari – viene tuttora, silenziosamente, razionato, mentre cadono inevitabilmente a pezzi le auto, gli uffici, le caserme proprio a causa dei debiti contratti con i fornitori, che poi non possono essere onorati. Le Forze dell’Ordine fanno fronte ad una situazione di insolvenza che non solo impedisce ogni ammodernamento tecnologico o logistico, ma di fatto relega all’ultimo posto la Sicurezza dei cittadini, elemento fondante della democrazia, ma non in Italia. L’unica speranza che risiedeva nel governo “tecnico” Monti era di poter trovare interlocutori capaci di analizzare, senza pregiudizi politici, la situazione della piena attuazione della legge 121/81 sul coordinamento civile delle Forze di Polizia: invece, anche su questo fronte, oggi, registriamo con profonda delusione, il totale disimpegno del Ministro Cancellieri».

«La Sicurezza degli italiani sta perdendo tempo prezioso ed i disastrosi effetti nel “tagliare bisogna” ricadranno purtroppo su tutti i cittadini onesti. Solo i farabutti ed i criminali oggi gongolano dinanzi alle sua dichiarazioni, Ministro Cancellieri, conclude, amaramente, Maccari».

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