Rosarno: SIULP e CISL, la sicurezza dei cittadini passa attraverso la guerra allo sfruttamento dell’immigrazione

rosarnoRoma, 18 gen – Dopo le prime dichiarazioni rese da SIULP e CISL, subito dopo i gravissimi fatti di Rosarno e l’attentato alla Procura di Reggio,  i sindacati passano dalle parole ai fatti.
“La sicurezza dei cittadini italiani, passa necessariamente attraverso la sicurezza degli immigrati e la guerra allo sfruttamento che questi subiscono in ragione dello status di schiavitù illegale cui l’impresa criminale li relega per avere maggiori profitti nelle sue imprese di aggressione del territorio”.
Ad affermarlo, dopo aver organizzato un convegno a Reggio Calabria per domani dove si discuterà su come agire per far si che quanto accaduto a Rosarno non si ripeta, è Felice ROMANO Segretario Generale del SIULP il quale, nel ribadire  che il problema dell’immigrazione, nel terzo millennio, non può ancora essere considerato un problema di ordine pubblico e quindi di polizia, rifuggendo, così da quello che è la vera questione. E cioè una questione sì di rispetto della legge e delle regole ma anche un percorso accompagnato da una prospettiva di riscatto, di diritti ed integrazione che è l’unica strada per affrontare il problema immigrazione; governarla e non facendo finta che non esiste.
Ancora oggi, continua Romano, agli immigrati il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno viene fatto dalla polizia anziché da altri organismi (Prefetture, Comuni ect) dimostrando, di fatto che l’approccio alla questione è di ordine pubblico, e quindi di polizia, anziché sociale e di lavoro come è giusto che sia. La polizia dovrebbe essere impegnata solo nel contrasto allo sfruttamento dell’immigrazione e degli immigrati atteso che chi commette reati, a prescindere dalla nazionalità è un delinquente e come tale va trattato.
Ecco perché l’impresa criminale privilegia gli immigrati clandestini, perché non potendo ricorrere alle agenzia di tutela, pena l’espulsione, è costretto a subire arricchendo i guadagni delle mafie. Questo è ciò che inquina il mercato del lavoro, anche a scapito degli italiani e che, in aggiunta alla grave crisi che registriamo può essere un innesco veramente pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica.
A Rosarno, conclude Romano, tenteremo insieme alla Cisl, con gli altri attori interessati e con il Ministro Maroni, di individuare nuove strategie di aggressione al crimine in modo da colpirlo, come avvenuto a Caserta, nella sua vera genesi riportando legalità ma anche una comunità unita nei valori fondanti della nostra democrazia.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.