RIORDINO CARRIERE: “POCO INNOVATIVE E SBILANCIATE A FAVORE DEI DIRIGENTI”

Roma, 9 lug – (di Paolo Maggi) In tema di riordino delle carriere mi duole rilevare che le proposte di legge ad oggi presentate mi sembrano davvero tutte poco innovative e sbilanciate favorevolmente solo verso le prospettive di carriera dei nuovi ruoli direttivi e dirigenziali delle FF.PP. e delle FF.AA..

L’ unica speranza è riposta nelle attività di vigilanza che le OO.SS. di polizia dovranno essere attente ad esercitare affinchè venga a realizzarsi  un  progetto di  riordino delle carriere che garantisca a tutti analoghe e  proporzionali progressioni di carriera,  nel rispetto dell’anzianità di servizio, dell’esperienza professionale maturata, dei meriti di servizio,  ma anche in base ai titoli di studio, titoli professionali   in   maniera da creare meccanismi che incentivino il personale delle Forze di Polizia a migliorarsi,  sopratutto per gli operatori dei ruoli base, esecutivi,  che rappresentano la “prima linea” contro la criminalità ed il “primo approccio” verso le Istituzioni da parte dei cittadini.   Un riordino che spinga questi operatori ad aggiornarsi,  ad elevare i propri livelli di professionalità.
Credo che i nostri legislatori dovrebbero rea lizzare un progetto di riordino delle carriere e dei ruoli senza perdere d’occhio il calendario che ad oggi segna l’anno domini 2009.  Se cambiare o meno può essere una scelta,  il cambiare in meglio, modernizzando ed innovando, diventa un obbligo. 
Personalmente credo che tutte le proposte di legge ad oggi presentate, siano viziate da un impianto di fondo completamente sbagliato;  faccio riferimento all’idea di un unificazione del ruolo agenti/assistenti con il ruolo sovrintendenti.  Se tale ipotesi è nata dal problema di garantire una giusta  progressione in carriera ed un giusto riconoscimento economico nel  ruolo agenti/assistenti che ad oggi si compone di sole 4 qualifiche  e che culmina al compimento del 15° anno di servizio a fronte dei 35 da trascorrere prima di raggiungere l’età contributiva pensionabile,   sarebbe bastato decidere l’istituzione di altre tre qualifiche da inserire nel medesimo ruolo.    Se, per razionalizzare qualifiche ed incarichi fosse davvero necessaria una unificazione di ruoli, a rigor di logica  si sarebbe dovuta  ipotizzare nell’unificazione dei due ruoli sottufficiali di fatto esistenti, i sovrintendenti e gli ispettori;  figure che, per quanto riguarda le FF.PP. ed in particolare la P.di S., rivestono la stessa qualifica di ufficiale di p.g., che spesso ricoprono analoghi incarichi e che vedono quasi quotidianamente i  primi , chiamati a sostituire i secondi.  Si sarebbe potuto progettare una unificazione, mantenendo il personale dei sovrintendneti e degli ispettori nelle qualifiche attualmente rivestite, rideterminando unicamente il periodo di permanenza nella stessa qualifica, considerando il  vice ispettore come naturale progressione di carriera del sovrintendente capo,  articolando semplicemente il nuovo ruolo in 6 qualifiche:   vice sovrintendente, sovrintendente, sovrintendente capo, vice ispettore, ispettore e ispettore capo.

Una proposta del genere non comporterebbe demansionamenti per nessun ruolo, nessuno scavalcamento, conterrebbe i costi del riordino riconoscendo un’equa progressione di carriera sia per il ruolo agenti/assistenti, che per il ruolo sovrintendenti/ispettori.

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