Polizia: vecchie auto ma si spendono 80.000 euro in tapis roulant per cavalli

tapis-roulant-cavallo«Mentre i Poliziotti italiani non hanno i mezzi sufficienti per lavorare, al Centro di Coordinamento dei Servizi a Cavallo di Ladispoli si pensa di acquistare un tapis roulant riabilitativo con piscina per cavalli da 80.000 euro, mai richiesto». Roma, 1 dic – «Mentre assistiamo alla costante drammatica riduzione di risorse destinate agli Operatori della Sicurezza, alla continua richiesta di ulteriori proibitivi sacrifici per noi e per le nostre famiglie, ed ascoltiamo le dichiarazioni senza precedenti di un Capo della Polizia che, primo e unico, ha avuto il coraggio di dire la verità a proposito della nostra impossibilità a mantenere i livelli di sicurezza fin qui garantiti con l’esiguità di uomini e mezzi che ci sta mettendo in ginocchio, la goccia che certamente segna il superamento del limite della sopportazione è rappresentata dalle notizie che giungono dal Centro di Coordinamento dei Servizi a Cavallo di Ladispoli dove, secondo quanto ci risulta, non si trova maniera migliore di impiegare i soldi pubblici che acquistando un tapis roulant riabilitativo con piscina per cavalli del costo di appena 70/80mila euro! Siamo letteralmente increduli».

Ad affermarlo è Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, che ha, senza mezzi termini, puntato il dito contro una situazione riscontrata presso il Centro di Coordinamento dei Servizi a Cavallo di Ladispoli, e che ha suscitato l’indignazione dell’Organizzazione Sindacale la quale, per il suo tramite, si è rivolta al Capo della Polizia, Alessandro Pansa, sollecitando un’ispezione ministeriale presso il medesimo Centro.

«Una struttura – insiste Maccari – già oggetto della nostra attenzione (con interventi presso l’Ufficio Relazioni Sindacali e un esposto denuncia presentato all’Autorità Giudiziaria) per una perseverante condotta antisindacale da parte del Dirigente, per il mancato rispetto delle relazioni sindacali e delle norme contrattuali, per il mancato avvio delle procedure previste per la definizione degli accordi decentrati e degli orari di servizio. Ma quello di cui oggi discutiamo le supera tutte! Alla violazione delle regole di gestione del personale, delle norme che disciplinano la gestione amministrativa, delle norme che regolamentano la sicurezza dei luoghi di lavoro, si aggiunge infatti adesso qualcosa che denota l’assoluta mancanza di ogni rispetto per la dignità dei colleghi».

«Una spesa così esosa quanto quella necessaria all’acquisto delle attrezzature in questione – insiste il Segretario del Coisp – richiede certamente un doveroso intervento di controllo da parte degli organi competenti, ma comunque pensare a sborsare una simile cifra in un momento così critico per i Poliziotti italiani ci pare assurdo. Ma c’è di più».

«Nessuno dei tecnici o del personale dell’infermeria – ha scritto Maccari a Pansa – ha mai manifestato la benché minima necessità di quest’attrezzatura, anche in considerazione del fatto che il valore economico dei cavalli della Polizia di Stato risulta, allo stato, attuale estremamente modesto e quindi nella remota possibilità di un intervento riabilitativo, converrebbe sicuramente utilizzare strutture esterne in convenzione. Non risulta che si sia mai fatto ricorso a simili terapie, e qualora questo sia accaduto, sarebbe doveroso, per una questione di trasparenza, conoscere quanto sarebbe stato speso per le medesime e se quindi sia stato predisposto un piano di ammortamento che giustifichi un investimento di questa portata, piano da cui si evinca che il citato acquisto costituisce un vantaggio economico, anche minimo, per la Pubblica Amministrazione. L’utilizzo e la manutenzione di questi macchinari risulta oltremodo dispendioso, prevedendo, tra l’altro, la formazione o la presenza di personale specializzato (altri costi aggiuntivi), poiché un approccio incauto o superficiale a tale attrezzatura potrebbe risultare estremamente pericoloso per l’equino e per l’operatore stesso, ove è abbastanza comune un rovesciamento del cavallo, con conseguente danneggiamento anche dell’impianto de quo».

«Su tutto poi – conclude Maccari – spicca certamente il totale disconoscimento della professionalità del personale specializzato, formato dalla stessa Amministrazione, mai consultato di fronte a scelte del genere ma anzi sempre esautorato e mortificato nelle proprie competenze. Ce n’è abbastanza, crediamo, per un intervento diretto e doveroso da parte degli Organi competenti che verifichino tutto quanto avviene in una struttura dove non ci si preoccupa di verificare la messa a norma degli uffici o del corpo di guardia, o del fatto che l’uscita di sicurezza del Centro non sia da anni saldata a muro, poiché il suo ripristino comporterebbe il presumibile crollo del muro stesso (questa è la verità che nessuno ha il coraggio di denunciare), oppure di predisporre la sostituzione del vetro che non è blindato, o del fatto che spogliatoi e servizi igienici sono assolutamente indegni. Una struttura dove il primo pensiero è dotare i cavalli di tapis roulant e piscina, che peraltro neppure gli servono!».

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