Polizia, Squadra a cavallo di Torino, il Coisp denuncia: “degrado e scarse condizioni igieniche causano la morte degli animali”

polizia_cavalloRoma, 24 ago – “Una struttura verso il degrado, un Dirigente indifferente, un Questore sordo. Nell’efficiente, moderna e operosa Torino è questo ciò che accade quando a chiedere un intervento immediato sono gli Operatori delle Forze dell’Ordine. In particolare e nella fattispecie la Squadra Cavalli incardinata presso l’UPGESP della locale Questura”. E’ questa l’opinione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, che attacca in maniera frontale il Questore di Torino il quale rimane inoperoso e sordo davanti alle richieste dei poliziotti, i quali con prontezza di spirito e abnegazione stanno sopperendo ad una situazione che rischia di esplodere presto per la sua pericolosità: “Nonostante l’attività sindacale del Coisp prosegua puntuale e rigorosa sin dal lontano ottobre 2008, portando a conoscenza il Questore del capoluogo piemontese dei gravi rischi per l’incolumità dei cavalli e per la salute dei colleghi impiegati presso la struttura di viale Virgilio che ospita la Squadra Cavalli, non ci sono stati miglioramenti sostanziali, né sotto il profilo igienico sanitario, né sotto quello della sicurezza degli ambienti di lavoro – dice Maccari –. Non si tratta solo di portare avanti delle rivendicazioni sindacali per sé, ma, da quanto ci è dato sapere, a risentire dell’inefficienza e del disinteresse fino a qui dimostrato dai locali rappresentanti dell’Amministrazione sono in primis i cavalli, che continuano a vivere in strutture inadeguate, esercitarsi in spazi insufficienti e pericolosi, mettendo a repentaglio la propria incolumità e quella dei cavalieri, ai quali solo la fortuna e la prontezza di spirito hanno fino ad ora risparmiato gravi conseguenze a seguito di incidenti già occorsi”.

Gli Operatori impegnati nel centro hanno infatti riferito che la morte di due cavalli nel centro, le patologie che hanno già colpito un terzo animale, sono state causate dallo stato igienico, dalla carenza di assistenza e dall’impossibilità di svolgere un adeguato esercizio quotidiano.  Costringere i cavalli ad una ferratura senza inserti in gomma e poi farli circolare nelle vie del centro su fondi resi scivolosi dalla pioggia, significa esporre cavalieri ed animali ad immensi rischi per l’incolumità totalmente inutili e facilmente ovviabili. Ma non finisce qui. La Squadra Cavalli è fortemente discriminata dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro. Infatti dice il Segretario Generale del Coisp: “L’incapacità a rapportarsi seriamente con i Poliziotti ignorandone richieste e proposte, si riflette nella gestione pressappochista e sovente non rispettosa delle regole, a cui la Squadra Cavallo soggiace da tempo, assistendo al dispregio delle più elementari garanzie di equità di trattamento e trasparenza. Dalla mancata esposizione dei servizi giornalieri e della programmazione settimanale, alla gestione quantomeno “oscura” di straordinari e permessi orari”. “Inoltre – continua Franco Maccari – attualmente, il solo Operatore, addetto alla vigilanza di questa struttura, priva di minime protezioni passive, deve occuparsi dell’assistenza ai cavalli, dal foraggiamento al soccorso, di presenziare il centralino (stanza priva di vetri blindati), il tutto in assenza di un efficace sistema di videosorveglianza. Il collega, operando in maniera isolata, ad ogni necessità, dovrebbe far intervenire un equipaggio delle Volanti, che ovviamente deve lasciare sguarnito il controllo del territorio. Nemmeno nel recente passato, allorquando una bottiglia molotov fu fatta trovare appoggiata alla recinzione (costituita da una semplice rete metallica), l’Amministrazione era riuscita a risolvere le pressanti problematiche che affliggono il Centro”. “Diventare carne da macello di un’Amministrazione cieca e sorda – conclude il Segretario Generale del Coisp – non ci sta più bene. L’atteggiamento del Dirigente l’UPGESP e del Questore fin qui dimostrato di fronte ai problemi che sono stati più volte rappresentati dal Coisp torinese, assomigliano più alla roulette russa che ad un tentativo, anche modesto, di intervenire e cercare di dare risposte al progressivo degrado della struttura ed al depauperamento delle capacità operative della Squadra Cavalli di Torino”.

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