Polizia, SIULP: lotta alla corruzione sparita dall’agenda dei partiti

polizia-auto-113Roma, 21 gen – “Insopportabile” per il SIULP la scandalosa scomparsa dalla campagna elettorale del tema attualissimo della lotta alla corruzione, che è per il maggior sindacato di polizia al top della scala delle priorità della sicurezza.

Lo afferma Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, nel commentare i fatti di questi giorni e i programmi dei partiti che si candidano alla guida del Paese, anche in relazione al grido di allarme lanciato dalla CISL circa i posti di lavoro persi e sulle dichiarazioni del leader Bonanni con le quali lo stesso ha chiarito che «sino a quando le famiglie non avranno più soldi da spendere la situazione non cambierà e l’economia continuerà a crollare».

«Insieme a questo però – sottolinea Romano – occorre agire ed in fretta sul cancro della corruzione che attanaglia il nostro Paese e che rappresenta, come affermato anche dal Vice Presidente di Confindustria Ivan LO BELLO la vera emergenza per uscire dalla grave crisi. Inutile aumentare tasse ed affamare un intero popolo se un gruppo sempre più consistente di ignobili rappresentanti della politica e della burocrazia sguazzano nella corruzione più evidente, sperperando il frutto dei sacrifici di una nazione che vuole risorgere. Le cose raccapriccianti che stanno accadendo in questi giorni anche al vertice delle Istituzioni, continua Romano, impongono un cambio di rotta nella gestione della sicurezza e delle priorità della politica. Siamo dinanzi ad un sistema di corruzione arrogante, evidente, diffuso, che tocca i vertici più insospettabili dello Stato, e siamo soprattutto dinanzi a casi conclamati di una indegnità morale a rappresentare pubbliche funzioni che va ben oltre il rituale rinvio agli accertamenti giudiziari».

«Ora, conclude Romano, abbiamo bisogno di sapere che la classe dirigente di questo Paese è fatta di gente moralmente superiore, e che ha a cuore il bene comune; diventa umiliante altrimenti per noi poliziotti, sacrificarsi per arrestare un mafioso sapendo che nello stesso Stato insistono soggetti eticamente paragonabili ai mafiosi. Per i poliziotti la corruzione non è meno grave della mafia, ed il corrotto è uguale al mafioso».

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