POLIZIA, COISP: SEGR. GENERALE VISITA CENTRI IMMIGRATI. AL SUD “VERGOGNA SENZA LIMITI”

Roma, 26 giu – “E’ tristemente assodato come il diverso grado di attenzione di buona volontà di chi rappresenta la Polizia di Stato nelle diverse realtà del Paese si riverberi sulle condizioni dei colleghi chiamati a prestare il proprio servizio. Non serve certo un indovino per capire dove si ha veramente a cuore la sicurezza e la dignità degli uomini e delle donne in divisa e dove, invece, non ci si pone neppure il problema di come essi ‘sopravvivono’ a servizi massacranti e seriamente pericolosi. Il mio giro per l’Italia, a visitare i vari centri in cui ci si occupa degli immigrati clandestini, mi ha mostrato una volta di più quanto tutto ciò sia vero, e quanto bisogno ci sia di sopperire all’ignavia di alcuni, che relega i colleghi all’inferno”. Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – Sindacato indipendente di Polizia, tira le somme dopo essere stato, nelle ultime settimane, in diversi Centri di identificazione ed espulsione (CIE) ed in Centri di accoglienza richiedenti asilo (CARA) italiani. Le ultime strutture visitate, sempre assieme a rappresentanti locali del COISP, sono state quelle di Milano, Roma, Foggia, Elmas (Ca).
“Ebbene – spiega Maccari – già sapevamo, perché è ovvio che sia così, che ogni regione presenta proprie specificità legate alle diverse caratteristiche del territorio ed alla tipologia dei flussi di clandestini che li interessano. Ma fa veramente effetto toccare con mano quanta diversità possa esserci, tra una realtà e l’altra, in termini di organizzazione e di considerazione delle necessità degli operatori delle Forze dell’ordine. Questo lungo viaggio ha mostrato, via via lungo la strada, come si possa passare da situazioni di ‘normalità’ e di relativa ‘serenità’ di servizio, a situazioni di disagio, fino a situazioni di vero e proprio scempio, di vergognosa inadeguatezza, di clamorosa pericolosità, nella gestione di un pur sempre delicato e difficile compito come quello di garantire la sicurezza in questi centri”.
“Ci sono strutture come quelle di Milano, o di Roma – racconta il leader del COISP -, in cui il livello di organizzazione è soddisfacente, e le condizioni di vita quotidiana, sia per gli ospiti che per gli operatori della sicurezza, sono più che dignitose. Nella Capitale, ad esempio, il CIE ospita circa 300 persone, e la presenza della Croce Rossa assicura funzionalità e cura alla struttura che, certo, non è un luogo di villeggiatura, ma non crea insopportabili disagi o problemi. E questo, anche e soprattutto perché anche il numero dei colleghi impegnati è sufficiente ad una gestione efficiente e non massacrante del servizio. C’è poi la struttura di Elmas, che è come una bomboniera. Attualmente è vuota, ma spicca subito che è concepita e realizzata in una maniera tale da garantire davvero le migliori condizioni possibili ai clandestini che vi transitano ed ai colleghi che vi operano”.

“Poi – cambia tono Maccari -, manco a farlo apposta, si arriva al Sud e ci si trova di fronte ad una vera a propria vergogna senza limiti. Avevamo già potuto constatare, e raccontare ampiamente all’intero Paese, le condizioni assurde del CIE di Lampedusa. E, oggi, ci troviamo a fare i conti con una realtà, quella del CARA di Foggia, che è assolutamente unica in Italia. Dire che gli appartenenti alle Forze dell’ordine siano lasciati a se stessi è veramente troppo poco. Aggirandosi per il CARA quello che si
vede è davvero difficile da mandare giù, e l’indignazione serra lo stomaco. Il Centro ospita ben 700 persone e, soprattutto, si estende su ettari ed ettari di terreno. E’ vero che i problemi legati alla sicurezza sono diversi rispetto a quelli che si presentano nei CIE, ma comunque ne sorgono quotidianamente. E si può capire quale rischio ciò rappresenti se si considera che ad occuparsi della vigilanza sono destinati 14 militari, 2 poliziotti o finanzieri. Da una parte 700 clandestini, che nella notte – si racconta qui – diventano almeno 900 visto che dai vari buchi disseminati nella recinzione in tanti entrano per mangiare e dormire. Dall’altra 16 operatori per la sicurezza. Il rapporto non mi pare che necessiti di alcun altro commento!”.
“Ma c’è di più – incalza Maccari – aggirandosi nel CARA si può vedere come la maggior parte degli immigrati sia sistemata in comodi container ultramoderni, con doppie camere e servizi ed aria condizionata e quant’altro. Proseguendo ci sono altre strutture di accoglienza, altri container un po’ più datati, ma comunque confortevoli. Certo, c’è sporcizia in ogni dove, ma è dovuta solamente alle abitudini degli ospiti. Poi, incredibile ma vero, c’è il container destinato agli operatori della sicurezza. E’ vecchio, o meglio antiliduviano, c’è un solo bagno per 16 persone, ed i topi si aggirano allegramente banchettando con i cavi telefonici, che infatti sono inservibili, e con i tubi della fogna, che passano all’esterno e che, per via dei danni, perdono liquami che si diffondono in ogni dove. E’ davvero insopportabile aver constatato in quali condizioni i nostri colleghi sono costretti a stare.
Abbiamo chiesto l’immediato ed urgente intervento del medico, che disponga la chiusura di quell’indegno fetido luogo. Non è concepibile che i servitori di uno Stato che funziona a singhiozzo siano trattati così. E’ mortificante, è dannatamente oltraggioso”. “Al di là del fatto – conclude il Segretario Generale del COISP – che non possiamo capacitarci di come chi è preposto ad occuparsi degli uomini della Polizia di Stato non alzi un dito di fronte a questa vergogna; non posso che rinnovare le mie dure critiche a quei ridicoli parlamentari che sanno solo inventarsi problemi inesistenti e polemiche sterili, e quindi invitare per l’ennesima volta il ‘battagliero’ Agnoletto, tanto per citarne uno, a preoccuparsi non solo di chi giunge in Italia violando le leggi, ma anche di chi quelle leggi le difende giorno dopo giorno, anche se ciò significa doversi
aggirare nella cacca. Agnoletto dovrebbe proprio, lo ribadisco, venire un po’ in giro con noi a visitare i luoghi di lavoro della Polizia”.

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