Polizia, COISP: nuova strategia della tensione è dietro l’angolo. La politica si fermi a riflettere

scontri-veneziaRoma, 4 ott – «Come se non bastassero le pugnalate alle spalle che il Governo riserva alle Forze dell’Ordine, dobbiamo anche difenderci dalle frecciate avvelenate e velenose che arrivano da una politica che dovrebbe amministrare ed invece pensa ad armare mani e menti di qualcun altro per colpire “nemici” già identificati, i poliziotti».

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, è sdegnato per i commenti che giungono dalle forze politiche locali che a seguito della manifestazione del 17 settembre a Venezia, finita in scontri tra Polizia e manifestanti, hanno non solo dato la loro solidarietà a chi era a capo di una nuova guerriglia urbana, quanto hanno messo in discussione le decisioni del Prefetto e Questore in materia di gestione dell’ordine pubblico.

«Chi oggi crede di rendere un servizio alla democrazia rivendicando un  ruolo critico nei confronti delle Autorità che gestiscono l’Ordine Pubblico, sta giocando con il fuoco, non figurato, della protesta sociale. La reazione generale, il malcontento ed il progressivo impoverimento di fasce sociali sempre più ampie, non potranno che riversarsi nelle piazze e nelle strade. Noi temiamo i violenti che si impossessano delle ragioni della protesta, che si mettono alla testa dei cortei cercando lo scontro sistematico e fisico con le Forze dell’Ordine».
 
«La politica veneziana non può cadere in questo macroscopico tranello mediatico, facendosi strumentalizzare da chi non accetta e non rispetta le regole democratiche che sono alla base del vivere civile nel capoluogo lagunare come nel resto del Paese, continua Maccari. A questo punto – conclude il Segretario Generale – chiediamo che il Consiglio Comunale di Venezia faccia un passo indietro rispetto a quell’ideologia che diventa pericolosa demagogia quando il nemico viene identificato in chi indossa una divisa, rappresenta un’opinione diversa, veste i panni di un giudice. Prima che sia troppo tardi».

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