Manovra, sindacati di polizia su maxiemendamento: “pugnalata alle spalle”

siulpPronti a mobilitazione. Roma, 13 lug – Il SIULP esprime la più profonda amarezza e la totale insoddisfazione per le anticipazioni avute sul maxiemendamento alla manovra economica che, se confermate, sarebbe l’ennesima “pugnalata alle spalle” di chi ogni giorno rischia la propria pelle per garantire la sicurezza e la difesa del nostro Paese e di tutti i cittadini.
Ad affermarlo Felice Romano, Segretario Generale del SIULP che sottolinea come, ancora una volta, il Governo, grazie all’accanimento ingiustificato e pervicace del Ministero dell’Economia verso i lavoratori del Comparto sicurezza e difesa, elude l’ennesima promessa fatta dallo stesso Presidente del Consiglio, che ha affermato che al Comparto non sarebbero stati operati tagli, e dai Ministri Maroni e LARUSSA annunciata nel corso di un’apposita conferenza.
Pur dando atto ai due Ministri e ai rispettivi Sottosegretari, Mantovano e Crosetto, del lavoro fatto per correggere l’insostenibilità dei tagli che la manovra operava portando il sistema sicurezza e difesa al collasso, continua Romano, dobbiamo registrare una chiusura del Ministero dell’Economia che, pervicacemente, annulla le dichiarazioni d’impegno del Governo e aggiunge al danno la beffa.
Il mancato inserimento dell’emendamento che prevede l’abbattimento del tetto salariale individuale fissato alla retribuzione del 2010, infatti, non solo non consente di rispettare la specificità dei lavoratori della sicurezza e della difesa che devono essere impegnati in relazione alle esigenze di sicurezza e difesa sempre maggiori che il Paese richiede, e non secondo il tetto ragionieristico fissato dall’Economia, ma rende inapplicabile anche l’emendamento presentato dai Ministri Maroni e Larussa, alla presenza dello stesso Tremonti, con il quale si annunciava che a questo comparto non sarebbero stati effettuati tagli ma, proprio in considerazione del delicato compito cui assolve, venivano stanziati 80 milioni di euro per due anni proprio per garantire la sua specificità.
Delle due l’una; se si vuole dare concreta applicazione all’investimento operato, è necessario abbattere il tetto della retribuzione individuale degli operatori. Diversamente, sottolinea Romano, ci troviamo di fronte all’ennesimo annuncio che non sarà seguito da fatti concreti.
Poiché non era questa la volontà politica del Governo, come preannunciato dai Ministri dell’Interno e della Difesa insieme a quello dell’Economia, intervenga il Presidente Berlusconi per dare piena attuazione alla volontà promessa e, anche per evitare iniziative eclatanti del personale che, per tutelare la sicurezza del Paese, la loro dignità e la loro funzione, necessariamente sarà costretto a porre in essere.
Confidiamo, conclude Romano, che come avvenuto per il taglio delle tredicesime, anche in questa circostanza il Presidente Berlusconi rimetta in carreggiata gli emendamenti preannunciati ridando fiducia e senso di appartenenza allo Stato alle migliaia di donne e uomini che ogni giorno si sacrificano per il bene e la sicurezza del nostro Paese.

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