Manovra, sindacati di Polizia: necessario salvaguardare il comparto Sicurezza

polizia-autoDomani manifestazione di protesta alla Camera. Roma, 14 lug. – ”Il comparto sicurezza è già stato fortemente penalizzato nelle precedenti leggi di bilancio sia dal punto di vista dei tagli alle risorse sia in merito al potere d’acquisto degli stipendi del personale.Per questo chiediamo che questa manovra finanziaria salvaguardi un comparto di fondamentale importanza”. E’ quanto affermano il Sap (della Polizia di Stato), il Sappe (della Polizia Penitenziaria) ed il Sapaf (del Corpo Forestale dello Stato), che insieme costituiscono la Consulta Sicurezza, organismo sindacale del comparto sicurezza. ”Abbiamo analizzato a fondo il decreto emanato in questi giorni dal governo – spiegano in una nota congiunta Nicola Tanzi, Donato Capece e Marco Moroni, rispettivamente segretari generali di Sap, Sappe e Sapaf- ed ora in discussione presso le competenti commissioni parlamentari”. ”Ci rendiamo anche perfettamente conto della grave congiuntura finanziaria internazionale che rischia di penalizzare il nostro Paese – prosegue la Consulta Sicurezza – ma non possiamo evidenziare che le Forze dell’Ordine rischiano di pagare uno dei prezzi più alti se il testo non dovesse subire sostanziali modifiche aggiungendo ulteriori penalizzazioni a quelle già effettuate negli anni precedenti”.

Inaccettabile l’allungamento di un ulteriore anno dei rinnovi contrattuali

”In particolar modo – spiega la nota – riteniamo che l’allungamento di un ulteriore anno per i rinnovi contrattuali sia inaccettabile, in quanto gli stipendi del personale del comparto sicurezza hanno già perso il potere d’acquisto previsto dalle norme, costringendo le nostre famiglie a sacrifici insopportabili; il ripristino della penalizzazione per gli assenti per malattia, introdotto con il decreto legge n° 78/2010 e poi sospeso grazie al ‘sacrificio’ di fondi contrattuali, penalizza in maniera insostenibile il personale e denuncia ancora una volta l’ignoranza da parte di chi propone queste norme: il nostro stipendio è per il 40% costituito da indennità accessorie, strettamente connesse all’operatività”. ”In conclusione – rimarca la Consulta Sicurezza – se questa manovra non vedrà approvati i giusti correttivi, saremo costretti a mobilitarci ancora una volta per salvaguardare quella specificità del comparto sicurezza che faticosamente la Consulta ha contribuito a far riconoscere per legge ma che viene costantemente calpestata dal governo”. ”La nostra determinazione – conclude la nota – è commisurata all’insopportabile situazione in cui vertono tutti i poliziotti, penitenziari e forestali italiani, a cui vengono chiesti sempre maggiori sacrifici per garantire la sicurezza dei cittadini, ma senza i consequenziali e necessari riconoscimenti in termini stipendiali”.

Domani protesta dei poliziotti davanti alla Camera

Intanto domani il cartello sindacale formato da Anfp, Siap, Silp per la Cgil e Coisp e Anfp, protesterà davanti la Camera dei Deputati (dalle 9 alle 14) per “denunciare, ancora una volta, il totale disinteresse del governo verso il settore della sicurezza”.

“Le misure inserite nella recente manovra finanziaria – spiegano i promotori – che si aggiungono a quelle introdotte con le precedenti manovre del 2008 e del 2010, produrranno ulteriori penalizzanti conseguenze sia sul versante del personale che su quello del funzionamento degli apparati, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza dei cittadini”.

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