L’Aquila, post-terremoto: i poliziotti accusano il governo: «tradisce cittadini e istituzioni»

aquila-poliziadistatoL’Aquila, 8 nov – “Il crescente dissenso tra la popolazione, per l’indecorosa accoglienza degli uffici di Pubblica Sicurezza di L’Aquila, fa sì che gli agenti di polizia addetti a qualsiasi titolo alle relazioni con il pubblico, siano costretti a scusarsi quotidianamente e personalmente con l’utente per il servizio squallidamente offerto all’interno di containers o nei sottoscala affittati, a spese dei cittadini, a caro prezzo dalla Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila”.

E’ quanto si legge in una nota del cartello sindacale della Polizia di Stato formato dalle sigle provinciali di Siulp, Sap, Siap, Silp-Cgil, Ugl e Coisp.

“Mentre il Presidente del Consiglio dei Ministri torna domani a L’Aquila dopo una lunghissima assenza – prosegue la nota – , per la consegna dei riconoscimenti di Protezione Civile ai vertici delle forze di Polizia, in riferimento al servizio svolto nel post terremoto, i poliziotti aquilani, cioè, coloro che mentre vivevano la tragedia sulla loro pelle e su quella dei propri congiunti hanno generosamente prestato servizi e soccorso alla popolazione tralasciando i loro problemi, comuni a tutti i concittadini, ancora oggi, sono costretti a lavorare ammassati e dimenticati in malsani ambienti di fortuna”.

“Il Governo in carica ha cercato di accreditarsi tantissimi meriti sulla ricostruzione, sinora solo virtuale, a danno anche dell’immagine della popolazione aquilana, non risparmiando figuracce neanche in merito alla ricostruzione degli edifici strategici come lo stabile della Questura, luogo preposto alla pianificazione e al coordinamento della sicurezza di tutta la provincia.
Questo Esecutivo, tra l’altro, oltre a disattendere gli impegni presi con le donne e gli uomini in divisa per il riconoscimento della specificità, pretenderebbe, con una direttiva del Gabinetto del Ministro Maroni, già emanata, equiparare i poliziotti a tutti gli impiegati civili e far funzionare la Polizia solo dalle 8 del mattino alle 18 di sera, esattamente come qualsiasi altro ufficio pubblico, disconoscendo di fatto la richiesta di sicurezza da parte dei cittadini che è articolata nelle 24 ore.
Una scelta questa, irresponsabile e irrazionale, tanto più grave in una città come L’Aquila, dove il Governo e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si sono giocati la faccia, facendo promesse poi disattese”.

“A risentirne, sarà sicuramente il livello di sicurezza garantito con grandi sacrifici personali dei poliziotti e di tutti gli appartenenti al comparto sicurezza.
A L’Aquila, dopo diciannove difficili mesi, i poliziotti non solo sono ancora ammassati e abbandonati in vere e proprie baracche di lamiera, roventi d’estate e gelide in inverno, forse neanche omologate, ma il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha comunicato di non riconoscere loro neanche le indennità previste dalla legge, in quanto ritiene i containers e i sottoscala di una banca ordinari uffici di Polizia”.

“Tutto ciò la dice lunga sul concetto di locali idonei ad uso “ufficio” che gravita nei confortevoli uffici romani del Viminale, o molto più semplicemente il “vertice”, che continua e definire L’Aquila “una priorità!”, neanche conosce le condizioni logistiche ed ambientali dei poliziotti aquilani, umiliandoli e demotivandoli con decisioni astratte.
Dopo aver avuto la fiducia a governare da parte dei cittadini, grazie alle campagne elettorali fatte sulla pelle dei terremotati a L’Aquila e sulla SICUREZZA dei cittadini, lo Stato ora è in affanno per nascondere i fallimenti su l’uno e sull’altro fronte”

“Si preannunciano – conclude la nota – probabili iniziative di protesta da parte di questo cartello sindacale, in occasione della visita a L’Aquila del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.