Internet, la Polizia lancia l’allarme: virus ricatta ed estorce soldi

Ransomware_--400x300La polizia postale scopre una nuova versione del temibile “ransomware”. Milano, 30 apr. – “Ransomware” è tornato ed è più forte di prima. Si tratta di una nuova versione di un virus informatico che nel 2006, nel 2008 e nel 2010 “taglieggiò” centinaia di migliaia di possessori di computer connessi al Web che si videro minacciati a pagare dai 100 ai 120 dollari o a comprare farmaci o altri prodotti su siti Internet russi per poter ottenere il codice per sbloccare il proprio computer tenuto in ostaggio dal virus. Costretti insomma a pagare un riscatto per poter utilizzare liberamente il pc, denaro che nell’ultima versione per altro non serve per sbloccare la macchina.

L’allarme è stato lanciato ieri dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) della polizia Postale che, dopo diverse segnalazioni, ha verificato come questo temibile “malware”, nascosto in allegati alle e-mail o in siti Web “insicuri”, sia pericolosamente ritornato in circolazione in una versione aggiornata. Attenzione dunque ad aprire allegati da destinatari non sicuri e ai siti in cui si naviga. Secondo quanto riferisce la polizia Postale, nella versione attualmente in circolazione questo software maligno mostra all’avvio un messaggio in inglese in cui viene sostanzialmente detto che il computer è stato bloccato perché la copia di “Windows” installata non è stata registrata. Il messaggio prosegue spiegando che per poter riattivare la copia del sistema operativo va inserito entro tre giorni un codice che si può ricevere telefonando ad un numero che inizia con “899”. Si tratta di un numero a pagamento che costa 1,75 euro al minuto e che rimanda ad un altro servizio telefonico a pagamento che non fornisce alcun codice.

Insomma il pc rimane bloccato e alla vittima non resta, al momento, che rivolgersi ad un tecnico informatico. Gli esperti del Cnaipic spiegano che gli utenti italiani non sono i soli destinatari della truffa “perché il malware è programmato per riconoscere la provenienza geografica e la lingua del target, prevedendo numerazioni anche per utenti di Austria, Belgio e Svizzera, per i quali il Centro ha già inoltrato la segnalazione alle competenti autorità”. Mentre le indagini proseguono per trovare le contromisure tecniche e per individuare l’autore del sabotaggio a scopo di lucro, per fermare questa epidemia del ricatto la polizia ha già avviato la procedura per l’inibizione del numero telefonico che appare nell’avviso del virus. (TMNews) 

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