Intercettazioni, Maccari (COISP): altro che stato di polizia, Berlusconi vuole il paese di bengodi

MaccariRoma, 25 feb – “Sulle intercettazioni telefoniche il presidente Berlusconi tenta di montare un clamoroso imbroglio ai danni degli italiani.
Sostenere che siamo ‘tutti’ intercettati è un falso che mira soltanto a suscitare una immotivata preoccupazione nei cittadini che temono di vedere violata la propria riservatezza, e a delegittimare chi indaga su gravi reati. Perché a rischiare di essere intercettato è soltanto chi è sospettato di commettere reati, e le intercettazioni sono ormai uno dei pochi efficaci strumenti rimasti a disposizione delle forze dell’ordine e della magistratura per assicurare alla giustizia i delinquenti”. Lo afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia. “Se da un lato – prosegue Maccari – condividiamo la necessità di bilanciare l’esigenza di indagine e la riservatezza dei cittadini, impedendo la pubblicazione delle conversazioni private e punendo gravemente gli abusi, dall’altro non possiamo accettare che venga smantellato questo fondamentale strumento di indagine soltanto perché troppo spesso grazie alle intercettazioni telefoniche finiscono nella rete della giustizia politici e uomini di potere scoperti a malversare ai danni della collettività. La verità è che il Governo, come denunciamo da tempo, sta mettendo in atto un’opera di totale delegittimazione e neutralizzazione delle Forze di Polizia e della Magistratura, dapprima con operazioni fallimentari di marketing come l’utilizzo delle ronde e dell’esercito nelle città, poi tagliando scriteriatamente i fondi destinati al comparto sicurezza e lasciando sguarniti di uomini e mezzi i presidi di Polizia, infine intervenendo sulla legislazione con provvedimenti che tendono a vanificare in sede giudiziaria i risultati che con grandi sacrifici le Forze dell’Ordine riescono a conseguire”. Conclude Maccari: “Altro che lo Stato di Polizia di cui parla Berlusconi: con questo Governo ci ritroveremo presto nel Paese di Bengodi dei criminali e dei corrotti”.

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