Immigrazione: SIULP, Polizia di Stato professionale e punto di riferimento irrinunciabile

immigrati-lampedusaGoverno disattento e tiranno nei confronti dei servitori dello Stato. Roma, 16 feb – «Nonostante la perseveranza del Governo nel trascurare la Polizia di Stato e tutti gli uomini e le donne in uniforme del Comparto Sicurezza e Difesa, atteso cha ad oggi non ha onorato nessuno degli impegni assunti con i poliziotti anche in relazione alla specificità riconosciuta solo in modo apodittico attraverso una legge ad hoc, i poliziotti stanno dando l’ennesima prova di professionalità , senso del dovere e dello Stato e affidabilità difronte alle gravissime problematiche che investono l’ordine e la sicurezza pubblica del nostro Paese quale può essere definita l’attuale situazione degli sbarchi di cittadini stranieri, che senza ombra di dubbio, ha assunto una proporzione epocale».

Ad affermarlo Felice Romano, segretario generale del SIULP che, nel ringraziare i colleghi impegnati a fronteggiare la drammaticità dell’arrivo delle migliaia e migliaia di cittadini extracomunitari sulle nostre coste, sottolinea come ancora una volta, mentre la politica è indaffarata a “chiacchierare” su come affrontare una così drammatica situazione, sui poliziotti e sulle forze dell’ordine si scarica il totale impatto di questa migrazione epocale.

«I poliziotti, sebbene arrabbiati per il maltrattamento che il Governo sta a loro riservando sino ad oggi, come sempre, non hanno battuto ciglio e si sono prodigati per affrontare, gestire e in molte occasione anche assistere, a proprie spese e rinunciando spesso anche al proprio sacchetto viveri, i malcapitati che intravedono nel nostro Paese un’opportunità di riscatto umano e sociale dalle tristi condizioni dalle quali provengono».

«Mi auguro, continua Romano, che questo ennesimo sacrificio degli uomini  e delle donne in divisa sia da sprono al Governo affinché, con uno scatto d’orgoglio, riveda la propria azione e cominci concretamente a mantenere gli impegni assunti con tutti gli appartenenti al Comparto Sicurezza e Difesa».

«Così come si auspica che, chiosa Romano prendendo spunto dall’ipotesi di protocollo che dovrà essere chiuso a Modena,  i futuri patti per la sicurezza che il Ministro Maroni andrà a sottoscrivere siano finalizzati, nell’ottica dell’accoglienza e di un’equa distribuzione su tutto il territorio nazionale delle problematiche che comporta la gestione di una così delicata questione, ad individuare almeno in ogni regione i luoghi ove aprire i centri di permanenza, che garantiscano la dignità delle persone che dovranno ospitare, piuttosto che dare spazio a principi di destrutturazione del modello di sicurezza previsto dalla Legge di riforma della polizia che mortifica, per non dire oltraggia, l’alta professionalità e la responsabilità sinora dimostrata dai Questori della Repubblica in qualità di Autorità di pubblica sicurezza tecnica in sede provinciale».

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