Immigrazione: Siulp, «anche per la magistratura i CIE sono dei lager»

cie-lagerRoma, 24 lug – «Solo ieri avevamo ribadito la nostra tesi secondo la quale i CIE avessero assunto ormai la natura di veri e propri lager per gli immigrati ed i poliziotti. Oggi questa verità risulta incontestabilmente accertata e condivisa anche dalla Magistratura».

Lo afferma Felice Romano, segretario generale del sindacato di polizia SIULP, il quale evidenzia il contenuto del provvedimento del GIP presso il Tribunale di Modena che ha proceduto alla convalida degli arresti effettuati a seguito dei gravi disordini verificatisi nei giorni scorsi presso il Centro per immigrati di Modena.

«E’ decisamente sintomatico – afferma Romano – che il Giudice, dopo aver convalidato gli arresti in relazione ad una vera e propria azione di rivolta violenta attuata con danneggiamenti collettivi effettuati con bastoni di ferro e strumenti di offesa nei confronti degli agenti di Polizia in servizio all’interno del Centro, giunga ad affermare testualmente nel provvedimento di convalida che “le condotte violente scaturirono da una situazione contingente che le occasionò. E cioè le inumane condizioni di vita esistenti all’interno del CIE di Modena che …non ci si può esimere dal denunciare alle autorità sanitarie per l’elevato rischio di epidemie ed alla Procura della Repubblica per eventuali reati che dovessero ravvisarsi in capo ai gestori di tale struttura”».

«Non appare revocabile in dubbio – continua Romano – che tutti gli immigrati sottoposti alla misura cautelare presentassero sul proprio corpo i segni evidenti delle condizioni di degrado in cui erano costretti a convivere, quali punture di parassiti ed eruzioni cutanee dovute alla sporcizia degli ambienti e che tale realtà sia stata, addirittura, cristallizzata nel provvedimento del GIP che assurge, a questo punto, a significativa prova della attendibilità di quanto da tempo andiamo denunciando». «Pertanto – soggiunge Romano – invitiamo il Ministro Alfano, il Presidente del Consiglio e l’intero Governo a prendere immediati provvedimenti per porre fine ad una situazione che nel disinteresse generale rischia di precipitare in una progressiva spirale di insostenibilità foriera di elevato rischio per gli immigrati e per i Poliziotti che con estremo spirito di adattamento e sacrificio prestano la loro insostituibile opera in questi lager chiamati CIE».

«Per questo – conclude Romano – appare ormai ineludibile, a questo punto, una iniziativa legislativa finalizzata prima di tutto a ridurre il periodo di trattenimento degli immigrati all’interno dei C.I.E. considerato che l’attuale limite di 18 mesi si appalesa inutile, improduttivo ed eccessivamente oneroso, in riferimento alla esigenza di permettere la definizione dei procedimenti di identificazione nel rispetto della dignità degli immigrati e del diritto all’integrità fisica degli appartenenti alle Forze dell’ordine».

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