Immigrazione, prolungamento a 18 mesi nei CIE. Sindacati di Poliza: inutile e dispendioso

cie-poliziaRoma, 18 giu – «Il provvedimento varato con un vero e proprio blitz dal Consiglio dei Ministri di ieri con il quale, tra le altre cose è stato disposto il prolungamento del trattenimento sino a 18 mesi degli immigrati dentro i CIE, è inutile e dispendioso».

Ad affermarlo Felice ROMANO, Segretario Generale del SIULP che, nel sottolineare come ancora una volta i provvedimenti adottati dal Governo sull’immigrazione hanno natura esclusivamente di polizia e non di tipo sociale, sottolinea che l’allungamento dei termini non porterà alcun beneficio per le espulsioni effettive e produrrà un costo esorbitante di cui il Paese, così come spesso sottolinea il medesimo esecutivo ad ogni richiesta degli operatori della sicurezza di avere le necessarie risorse per garantire la sicurezza dei cittadini, sicuramente non ha bisogno.

Secondo uno studio del SIULP un ospite del CIE di Gradisca di Isonzo costa mediamente oltre 10 mila euro l’anno (se si divide il costo complessivo pari a circa 8 milioni e 500mila euro per i circa 800 ospiti che sono transitati nel solo anno 2010, il conto è presto fatto) se si considerano tutti gli ospiti che sono transitati dal centro. Se a questo si somma il fatto che solo il 30% circa degli ospiti è stato effettivamente espulso dal territorio nazionale, l’ammontare complessivo diventa quasi il doppio nel rapporto investimento-obiettivo.
Nella stessa provincia un detenuto della locale casa circondariale costa circa 14mila euro.

In base all’esperienza maturata dai poliziotti, ed in relazione agli accordi bilaterali esistenti con i vari Paesi da cui provengono gli immigrati, risulta che gli ospiti che non vengono espulsi entro i primi 40/50 giorni, quasi sempre si è costretti ad invitarli a lasciare il territorio nazionale perché non si è riusciti ad effettuare l’espulsione nel paese d’origine.
L’aver prolungato il periodo di trattenimento, a prescindere dai profili costituzionali che si possono evidenziare sulla limitazione della libertà personale degli individui, significa di fatto aumentare il lavoro per la Polizia di Stato e le spese sul bilancio pubblico.

Risorse, continua il SIULP, che potrebbero essere utilizzate in modo assai più proficuo come, ad esempio, il finanziamento di nuovi accordi o rafforzamento di quelli già esistenti, l’aumento delle risorse a disposizione delle Forze di polizia che sono ormai ridotte all’osso e non hanno più soldi per attuare un controllo efficace o per l’arruolamento di nuovi poliziotti atteso che la Polizia di Stato vanta un deficit di oltre 10.000 unità in meno solo negli ultimi due anni.

«Ci auguriamo, conclude Romano che il Governo valuti le indispensabili richieste che il Dipartimento della P.S. ha rappresentato per uno stanziamento di circa un miliardo di euro poiché, diversamente avremo ospiti nei CIE per un periodo maggiore ma non avremo poliziotti che vigileranno questi centri».

Di «scelta irragionevole e pericolosa» parla Franco Maccari, Segretario Generale del COISP, il Sindacato Indipendente di Polizia.

Secondo Maccari «anziché far fronte alle inefficienze organizzative e potenziare le strutture chiamate ad affrontare l’emergenza immigrazione, si istituzionalizza il problema lasciando liberi di circolare nel territorio migliaia di clandestini, con tutto ciò che questo comporta in termini di sicurezza per i cittadini. Inoltre si continua a sovraffollare strutture inadeguate e già sature – alcune delle quali già finite sotto i riflettori mediatici per le vergognose condizioni igienico-sanitarie in cui versano – nelle quali si verificano continui incidenti tra appartenenti alle diverse etnie e rivolte contro le stesse Forze dell’Ordine chiamate a garantire pur minime condizioni di sicurezza». 

{nicedonate:http://www.grnet.it/donpay.gif||}

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.