Governo: Siulp, dia attenzione a chi rischia vita per 1.300 euro al mese

poliziotti-fuocoRoma, 26 feb – «Tentare il suicidio perché nessuno ti ascolta per il diritto al lavoro, così come rischiare la propria vita per 1.300 euro al mese, senza strumenti idonei per salvaguardare la propria e l’altrui sicurezza, rappresentano una realtà che il nuovo governo, aldilà delle enunciate dichiarazioni relativamente all’attenzione che vuole dare con la propria azione al lavoro, alla sicurezza e al diritto pieno di cittadinanza degli italiani, non deve assolutamente sottovalutare se vuole veramente essere servente degli interessi del Paese e dei suoi cittadini».

Lo afferma Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, nel richiamare l’attenzione sul gesto disperato del ristoratore di Monza che ieri sera si è dato fuoco per richiamare l’attenzione sulle gravissime difficoltà che oggi gli imprenditori onesti incontrano nel nostro Paese e, l’altrettanto esemplare gesto dei due poliziotti, Lorenzo Lucarini e Gabriele Fersini, che senza esitazione si sono lanciati nelle fiamme per salvare il ristoratore. Sono le due facce migliori del nostro meraviglioso e martoriato Paese.

«Sono estremamente preoccupato, continua Romano, per il fatto che le giacche in uso ai colleghi, che dovrebbero essere ignifughe, abbiano preso fuoco con troppa facilità; non vorrei che ciò sia dovuto al fatto che, per i tagli indiscriminati, operati in modo lineare e selvaggio dalle varie leggi finanziarie che si sono succedute, e per cui non è stato possibile cambiarle, le stesse abbiano perso la loro proprietà ignifuga».

«Auspico che, pur comprendendo il momento di difficoltà economica che attraversa il Paese, il Governo intervenga con stanziamenti per consentire l’acquisto di uniforme idonee, dei dispositivi di sicurezza per i poliziotti, quali i giubbotti antiproiettili ormai scaduti e che non possono essere rinnovati per mancanza di fondi, attraverso l’utilizzo anche dei fondi attualmente giacenti sul FUG (fondo unico di Giustizia) che si aggirano su circa tre miliardi e che sono proventi di confisca alle mafie».

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